Mitakon Speedmaster 50mm F0.95 per Leica M: annunciato per 799 dollari

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ZY Optics ha annunciato l’arrivo del nuovo obiettivo Mitakon Speedmaster 50mm F0.95 per Leica M che promette prestazioni elevate a un prezzo abbordabile (rispetto a un corrispettivo Leica). Il tutto condito da un design pensato specificatamente per le fotocamere del brand tedesco che differisce, almeno in parte, dalla versione per Canon EF annunciata a Luglio dello scorso anno.

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Mitakon Speedmaster 50mm F0.95: le caratteristiche tecniche

Il nuovo Mitakon Speedmaster 50mm F0.95 utilizza un design ottico con 11 elementi suddivisi in 8 gruppi. Si può notare in questo caso una differenza nella struttura visto che le altre versioni hanno uno schema con 10 elementi suddivisi in 7 gruppi mentre la soluzione per Canon EF ha 12 elementi suddivisi in 6 gruppi. Il produttore cinese scrive che questa modifica “porta definizione e nitidezza elevate anche alla massima apertura”. Nella versione per Leica M sono presenti poi due elementi ED e uno HR permettendo anche un migliore contrasto.

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Per quanto riguarda il diaframma, l’apertura massima è pari a f/0.95 mentre quella minima è di f/16 e prevede una struttura con nove lamelle. Il controllo dell’apertura è silenzioso e senza scatti così da essere più fluido durante l’utilizzo. La minima distanza di messa a fuoco è pari a 1 metro e non è presente la messa a fuoco automatica ma solamente manuale (anche se c’è piena compatibilità con il sistema a telemetro). L’angolo di visione è di 46,7°.

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Le dimensioni del Mitakon Speedmaster 50mm F0.95 sono pari a 75 x 88 mm mentre frontalmente sono utilizzabili filtri da 75 mm. Il peso complessivo invece è di 675 grammi. Quest’ottica è disponibile per l’ordine sul sito Web del produttore con un prezzo ufficiale di 799 dollari nelle versioni con colorazioni argento o nera.

Fonte: fotografidigitali.it

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Sony sfida i limiti e presenta l’incredibile mirrorless A1

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Sony A1Nessuna voce, nessuna foto trapelata nelle settimane scorse. Sony è riuscita a tenere il super segreto sino a ieri quando ha presentato in un evento online su youtube la nuova Sony A1, una mirrorless che sfida i limiti degli strumenti di imaging convenzionali con una tecnologia innovativa che offre un mix senza precedenti di risoluzione, velocità e funzionamento intuitivo.

50 megapixel e una raffica da 30 scatti al secondo, senza blackout (non vedrete la tendina chiudersi nel mirino) e la possibilità di riprendere video in 8K a 30p o 4K addirittura a 120p. Una fotocamera che farà contenti i fotografi sportivi, non si è mai vista (per ora) una fotocamera con queste prestazioni, almeno su carta.

Sony A1 è il risultato di tutte le possibili tecnologie avanzate di Sony condensate in un unico corpo macchina. Al suo interno troviamo in sensore CMOS Exmor RS full frame da 50,1 megapixel che è stato affiancato dal nuovo processore BIONZ XR che ha una potenza di elaborazione di ben 8 volte maggiore al processore BIONZ X.

Questo nuovo processore porta la Sony A1 ad avere una raffica di scatto di ben 30 scatti al secondo, la velocità di scatto più alta di sempre e non solo nel mondo Sony. L’autofocus inoltre è in grado di elaborare sino a 120 calcoli al secondo (il doppio della Sony A9 II) rendendo la velocità di messa a fuoco pazzesca.

Sony A1

Autofocus che presenta 759 punti di messa a fuoco con una copertura del 92%. Migliorato anche il tracking del viso sui soggetti e il real time AF, ottimizzato anche per animali, volatili in particolare.

Sulla Sony A1 la sensibilità ISO va da 100 a 32000 e che può essere estesa a 50-102.400. La gamma dinamica dichiarata da Sony e pazzesca e supera i 15 STOP!!!

Sony A1

Dal punto di vista delle riprese video, Sony A1 è in grado di registrare in 8K a 30p, la prima Sony ad ottenere un risultato simile. In alternativa si può sempre riprendere in 4K sino a 120p in 10 bit 4:2:2 (Canon EOS R5 è avvertita)

Sul retro troviamo un display da 3 pollici, basculante e con una risoluzione di 1.440.000 punti. Sony ha accolto anche molte richieste da parte dei fotografi esigenti e non si è limitata dal punto di vista delle connessioni. Sul lato troviamo una porta ethernet rj45, una porta USB-C, una porta HDMI, il jack per cuffie e microfono.

Sony A1

Sony A1 dispone di 2 slot per schede di memoria che supportano schede CFExpress di tipo A e anche schede UHS-I e UHS-II SDXC/SDHC. 

Questo gioiello di tecnologia ha ovviamente un prezzo che non è per tutti. Sarà disponibile a Marzo 2021 ad un prezzo che si aggirerà attorno ai 7300 euro per il solo corpo macchina, un prezzo davvero altissimo ma in linea con le caratteristiche presenti su questa Sony A1.

Non vediamo l’ora di recensirla e di poterla confrontare con la rivale Canon EOS R5. Vi terremo aggiornati…

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Fonte: cameranation.it

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Sony Alpha A1: la nuova regina dello sport. 50 megapixel a 30 fps

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Dopo l’arrivo sul mercato di Canon EOS R5 in molti hanno spostato gli occhi su Sony, per capire quale sarebbe stata la mossa del marchio che per primo ha creduto nel settore delle mirrorless full frame, creando il segmento e sostenendolo con forza nei suoi primi anni.

La risposta di Sony è ‘The One‘, incarnata dalla nuova Sony Alpha A1, che porta ancora più in alto la top di gamma del colosso giapponese e che scava nuovamente un solco nei confronti della concorrenza, con un prodotto che si presenta con caratteristiche senza precedenti. Lasciano a bocca aperta la raffica alla massima risoluzione a 30 fotogrammi al secondo, che fanno passare in secondo piano la possibilità di registrare filmati 8K a 30p e 4K 120p. 50,1 megapixel a 30 fps: basterebbe questo dato per capire la portata della novità di casa Sony. Una raffica che può arrivare a 155 RAW compressi e 165 JPEG in quanto a profondità.

I dati sono talmente tanti che è difficile metterli tutti in ordine. Il cuore della fotocamera è costituito da un sensore Full Frame Exmor RS retroilluminato e di tipo stacked, con memoria integrata, di nuovo design, con nuovo otturatore elettronico studiato per minimizzare la distorsione dei soggetti ad alta velocità. Il sensore è montato su un sistema di stabilizzazione a 5 assi da 5,5 stop.

Il nuovo otturatore elettronico promette ‘Zero Distorsion’, ma anche di porter scattare senza problemi di banding in contesti indoor e per la prima volta anche con i flash (flash sync a 1/200s), aprendo così nuove possibilità all’utilizzo della raffica per riprendere sport all’interno di palazzetti e in contesti con luci artificiali. Anche l’otturatore meccanico è stato ridisegnato e grazie a un sistema Dual Drive permette di raggiungere Syncro Flash a 1/400s in full frame e a 1/500s in formato ridotto APS-C.

Inserendosi nel solco tracciato da Alpha A9, anche la nuova α1 permette di scattare alla massima velocità di raffica (30 fps) senza blackout nel mirino. Mirino elettronico basato su un pannello OLED da 9.44 milioni, che lavora a 240 fps, per una resa da mirino ottico e latenza non percepibile. Il display posteriore è basculante, touch, ha diagonale da 3″ e risoluzione da 1.440.000 punti.

Un duro lavoro è quello demandato al processore Bionz XR per quanto rigurda l’autofocus, per tenere il passo delle prestazioni di raffica. Anche qui i tecnici giapponesi hanno lavorato sodo, con un sistema in grado di lavorare a 120 cicli al secondo per il calcoli di AF e AE. Sono ben 759 i punti AF a rilevamento di fase selezionabili, con una copertura del 92% del fotogramma e con un’area capace di Face e Eye detection maggiorata. Sony ha lavorato per migliorare ancora le funzioni Real Time Eye AF, utilizzabili sia in fotografia, sia in video (anche in 8K), e sia su soggetti umani sia su una ampia gamma di animali. L’autofocus dichiara una sensibilità fino a -4 EV.

Unendo risoluzione e velocità, la nuova A1 è una soluzione che gioca carte di peso anche in ambito video, grazie alla possibilità di registrare in 8K a 30p e di registrare con in 4K 120p 10 bit 4:2:2 sia in Long-GOP sia in Intra (All-I). I video 4K sono registrabili anche in modalità ritaglio Super 35mm, in questo caso operando un oversampling a 5,8K. I video 8K sono registrati in oversampling a 8,6 K e momerizzati in formato XAVC HS 4:2:0. Tutti questi dati vanno scritti da qualche parte e, come portato al debutto su A7S III, anche su questa fotocamera troviamo un doppio multi slot per schede di memoria SD (UHS-I/II) e schede CFexpress tipo A, che unisce flessibilità, retrocompatibilità e massima velocità nel caso di utilizzo del più recente e performante formato. Su uscita HDMI è possibile inoltre estrarre un flusso video RAW a 16 bit. Come sulle cineprese professionali di casa Sony troviamo le opzioni S-cinetone e Creative Look. Come già visto sulle ultime uscite, è possibile avere impostazioni separate tra foto e video, grazie ai due menu indipendenti.

A livello di sensibilità ci si può muovere tra ISO 100-32.000 in foto e video e attivare in fotografia la modalità estesa da ISO 50 a ISO 102.400. Sony dichiara una gamma dinamica che supera i 15 stop.

Come già visto sulla seconda generazione di Alpha A9 II, Sony ha tenuto decisamente in considerazione le esigenze dei fotografi che lavorano su campo e dato molto spazio alle possibilità di connessione. Abbiamo una presa LAN Ethernet integrata, una USB-C 3.2 da 10 Gbps e la possibilità di scatto in tethering via Wi-Fi grazie al supporto allo standard ac (con i 5 GHz) e alle antenne 2×2 MIMO integrate. Inoltre con la porta USB è possibile sfruttare la connessione 5G degli smartphone Xperia, che inviare le foto in redazione o alle agenzie anche senza fili in modo super rapido. Per queste situazioni Sony ha integrato anche un formato Light JPEG, per diminuire il peso dei file, oltre al formato ad alta efficienza a 10 bit HEIF.

Tutte queste caratteristiche, ma che prezzo? Qui certamente arriva la nota dolente, visto che la fotocamera sarà disponibile sul mercato dal prossimo mese di marzo a un prezzo di listino di €7.300. Un posizionamento certamente molto alto, ma che da un lato non vuole mettere fuori mercato prodotti molto validi come Alpha A9 e la Resolution Beast A7R IV, e dall’altro non vuole nemmeno andare a pestare i piedi alle cineprese professionali del brand giapponese. Inoltre va considerato che l’attuale regina tra le fotocamere sportive, Canon EOS 1-D X Mark III, ne costa 7.639,99 di listino, per cui la nuova Sony Alpha A1 può risultare addirittura concorrenziale.

Fonte: fotografidigitali.it

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Siamo quello che mangiamo. Ecco cosa mangiano i bambini nel mondo

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siamo quello che mangiamoSiamo quello che mangiamo! Quante volte lo avete sentito dire? Anche il fotografo Gregg Segal se lo è chiesto e ha voluto approfondire l’argomento girando il mondo per oltre 3 anni documentando, attraverso la fotografia, le abitudini alimentari di differenti popolazioni.

Il risultato è stato un bellissimo progetto fotografico che ha fatto capire a Gregg che l’abbondanza, se mal distrubuita, fa molte più vittime della scarsità di cibo…e che non è assolutamente vero che più reddito coincide con più salute, anzi!

Siamo quello che mangiamo è il messaggio che viene fuori da questo progetto fotografico di Gregg Segal intitolato “Daily bread”. Il fotografo in questo progetto ha deciso di ritrarre solamente i bambini e le loro abitudini alimentari, perchè loro rappresentano il futuro del nostro pianeta.

Ha chiesto loro di tenere un diario con tutto quello che avevano mangiato nell’ultima settimana e poi li ha ritratti, sdraiati per terra, con tutto il cibo mangiato attorno a loro come un enorme puzzle. Pizze, pasta, patatine, riso, pesce, pomodori, verdure varie, pollo, formaggi, cus cus e caramelle, c’è di tutto in queste immagini.

Guardando bene però possiamo notare una cosa: i bambini dei paesi poveri mangiano decisamente meglio dei bambini di paesi ricchi, segno che c’è sempre di più uno squilibrio che sta alterando il futuro dell’umanità, un futuro dove l’abbondanza di cibo, se mal distribuita, farà più vittime della scarsità!

Per non parlare poi dello spreco di cibo: 1300 miliardi di tonnellate di cibo ogni anno finiscono nella spazzatura, ben 4 volte di più del cibo che servirebbe a combattere la fame nel mondo!!!

Non a caso i bambini che stanno meglio, come dice Gregg Segal, hanno alle spalle una storia sociale e individuale dove si cucina in casa e si mangia in famiglia.

Insomma queste foto sono molto più provocatorie di quanto non appaiano al primo sguardo. Da genitori ci chiamano a ripensare insieme all’educazione alimentare e a cercare di sprecare sempre meno cibo. Ricordatevi: siamo quello che mangiamo!!!

Informazioni su Gregg Segal: greggsegal.com | Instagram | Facebook | Twitter

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Fonte: cameranation.it

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Irix 45mm f/1.4 GFX è l’obiettivo per le medio formato Fujifilm

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Irix 45mm f/1.4 GFX è il nuovo obiettivo che punta a essere un’alternativa alle ottiche di Fujifilm del sistema medio formato GFX. Una soluzione che punta sull’apertura del diaframma e su una lunghezza focale (equivalente) di circa 35 mm per conquistare gli utenti. Il tutto poi è unito alle caratteristiche dei modelli Dragonfly che significa l’utilizzo di metallo rinforzato (magnesio) con elementi in materiale composito. Questo permette all’ottica di essere resistente e le guarnizioni in cinque zone permettono di resistere alle condizioni atmosferiche avverse.

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Le caratteristiche dell’Irix 45mm f/1.4 GFX

Il nuovo Irix 45mm f/1.4 GFX ha un design ottico che prevede 11 elementi suddivisi in 9 gruppi ed è compreso anche una lente asferica, un elemento ED e quattro HR. L’apertura massima è pari a f/1.4 mentre quella minima è pari a f/22 mentre il diaframma è formato da nove lamelle che dovrebbero permettere di ottenere uno sfumato con circolare intorno ai punti luce.

irix lens fujifilm

Frontalmente è possibile installare filtri da 77 mm di diametro, le dimensioni sono pari a 87 x 144 mm mentre il peso tocca 1,12 kg. Il campo di visione è pari a 62,64° mentre la messa a fuoco è manuale e la distanza minima di messa a fuoco è pari a 40 cm.

fujifilm

Tra le possibilità di controllo ci sono un anello dedicato all’apertura del diaframma mentre per la messa a fuoco si può agire su un anello che ruota fino a 170° (ed è presente uno switch, Focus Lock, che blocca la la rotazione). Il prezzo ufficiale nel negozio on-line per questo Irix 45mm f/1.4 GFX è pari a 845 euro anche se attualmente non è disponibile. All’interno della confezione sono presenti una tappo frontale, due tappi posteriori, una scatola rigida e un paraluce.

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Fotocamere Sony: qualcosa di ”mai visto” in arrivo il 26 Gennaio

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Il produttore nipponico ha presentato qualche giorno fa il nuovo obiettivo FE 35mm F1.4 GM ma le novità non sono finite! Infatti con un teaser Sony ha annunciato l’arrivo di una novità “mai vista” nel campo delle fotocamere e che potrebbe essere la nuova A9 di cui tanto si è parlato nei mesi scorsi. Si tratterebbe di una concorrente di Canon EOS R5 e che punterà a diventare la regina degli 8K tra le fotocamere mirrorless.

Il 26 Gennaio sarà il momento di Sony A9 III?

Non sappiamo ancora come si chiamerà ufficialmente né se sarà lei al centro dell’annuncio. Non sarebbe così improbabile pensare che Sony A9 III possa effettivamente arrivare in questo momento, proprio per dare agli utenti un’alternativa a EOS R5 che sta vendendo bene, secondo i vertici dell’azienda.

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In precedenza si era parlato dell’inizio del 2021 o addirittura al CES 2021 (quest’anno in un’edizione on-line per la pandemia). La società nipponica avrebbe però scelto un annuncio lontano dalle fiere per concentrare al massimo l’attenzione dei media e degli utenti.

I rumors puntano su un sensore da circa 50 MPixel di risoluzione con Sony A9 III che sarà parte A7S III e parte A7 III/IV ma appunto, permettendo anche la registrazione 8K30p. Ci potrebbe essere un nuovo schermo che potrà ruotare come nel caso di A7S III così da essere più semplice da utilizzare durante le riprese. Chiaramente non sappiamo se sarà effettivamente questo il prodotto della presentazione, ma gli indizi sono molti.

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Leica M10-P Reporter è l’edizione limitata con rivestimento in Kevlar!

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Sembrava ci potesse voler meno tempo per il lancio di Leica M10-P Reporter: ora finalmente ci siamo! La nuova edizione limitata del brand tedesco è ufficialmente disponibile con la sua particolare struttura che si basa ovviamente sulla tecnologia implementata in M10-P, che rimane un punto di riferimento per il mercato nonostante l’arrivo della nuova M10-R. Ecco le informazioni ufficiali.

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Leica M10-P Reporter: tanto Kevlar per il corpo macchina

Qual è l’idea dietro la nuova edizione limitata Leica M10-P Reporter? La sua nascita si deve al 40° anniversario del Leica Oskar Barnack Award ed è pensata per essere un omaggio ma anche una fotocamera durevole grazie ad alcune modifiche rispetto alla soluzione originale.

Secondo quanto riportato dalla società, questa nuova “Reporter” ha una nuova calotta e il fondello che hanno una colorazione colore verde scuro con una verniciatura resistente ai graffi. Inoltre, come scritto sopra, il rivestimento è in Kevlar con una struttura tale da essere anche più semplice da maneggiare in condizioni difficili.

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Una curiosità è quella che esponendola alla luce solare (e più precisamente ai raggi UV) la trama in Kevlar diventerà del colore del resto del corpo macchina e quindi sempre tendente al verde. Anche le incisioni sono verniciate in verde chiaro, così da essere leggibili ma non eccessivamente impattanti alla vista. Sempre Leica scrive “un aspetto discreto è particolarmente importante quando si frequentano aree a rischio” con un rimando alle fotografie in scenari di guerra.

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Come detto, Leica M10-P Reporter condivide la base con le altre M10-P. Quindi al suo interno troviamo un sensore full frame da 24 MPixel di risoluzione e la capacità di arrivare a una sensibilità di 50.000 ISO. Il tutto unito alla potenza di elaborazione del processore Maestro II mentre l’otturatore è particolarmente silenzioso. Essendo un’edizione limitata, sono in vendita solo 450 unità a livello globale con un prezzo, in Italia, pari a 8025 euro per il solo corpo macchina.

Fonte: fotografidigitali.it

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Canon EOS R5: la società voleva battere la concorrenza sugli 8K

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Perché inserire in una fotocamera la possibilità di registrare fino a una risoluzione di 8K? Per battere la concorrenza ovviamente, ed è per questo che Canon EOS R5 può farlo! La motivazione è emersa dalle parole di Takeshi Tokura (Managing Executive Officer della divisione Imaging globale) durante un’intervista in Giappone.

canon fotocamere

Canon EOS R5 doveva battere la concorrenza

Come sappiamo, la decisione di inserire la capacità di registrare fino a una risoluzione di 8K in una fotocamera mirrorless senza raffreddamento attivo e sigillata ha portato qualche problema e più di una perplessità tra recensori, utenti e fotografi/videomaker professionisti.

Tokura ha dichiarato in merito alle potenzialità nella registrazione video “non credo che gli utenti focalizzati sui video stiano guidando la reputazione di questo nuovo prodotto. Tuttavia, ero particolarmente esigente riguardo alla specifica relativa all’8K e sono entusiasta di essere arrivato per primo, prima di altre società”. Pur non facendo nomi, il riferimento potrebbe essere diretto a Sony che però potrebbe presto rispondere con un nuovo modello.

Nonostante le prime impressioni negative rispetto alla registrazione 8K, in parte corrette con l’arrivo di nuovi firmware, Canon EOS R5 ha dimostrato di essere un prodotto apprezzato (in particolar modo in Cina). L’alto dirigente, pur dicendosi dispiaciuto che alcuni utenti abbiano atteso anche tre mesi per poter avere la propria fotocamera, si è detto soddisfatto della richiesta.

Infatti Tokura ha dichiarato che “è stata più popolare del previsto”. Ha poi aggiunto che “non solo il corpo macchina ma anche gli obiettivi per mirrorless full-frame stanno crescendo costantemente, e sento che questo mostra la solidità della serie R”.

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Il motivo? Ci sarebbero tre ragioni per il successo commerciale. La prima sono le prestazioni elevate che possono garantire Canon EOS R5 e EOS R6 rispetto alla precedente generazione di mirrorless full-frame. Anche tempistica di lancio è stata importante: nonostante la pandemia che ha afflitto il 2020, Canon ha lanciato i suoi modelli proprio nel momento della ripresa. Infine l’idea che i modelli con il numero “5” nel nome siano quelli che portano nuove funzioni, cosa che accadeva anche prima delle mirrorless e gli utenti hanno quindi grandi aspettative.

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Leica M10-P Reporter. La nuova “limited edition” in Kevlar

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Leica M10-P ReporterIn occasione del 40° anniversario del Leica Oskar Barnack Award, la società tedesca ha presentato una nuova fotocamera in edizione limitatissima: la Leica M10-P Reporter, una fotocamera senza compromessi adatta a condizioni anche estreme.

Leica M10-P Reporter ha una particolarità: è rivestita completamente in kevlar nero, una fibra sintetica iper-resistente agli urti e ai graffi, adatta appunto alle foto di reportage in qualsiasi tipo di condizione.

La calotta superiore e quella inferiore di questa nuova fotocamera sono di colore verde scuro, in contrasto con il nero del kevlar, ma Leica afferma che la fibra sintetica, se esposta al sole, diventa gradualmente dello stesso verde delle calotte, mimetizzando di fatto la fotocamera. Anche le incisioni intarsiate sono state fatte in verde e non in bianco per rendere più “discreta” la fotocamera. Completa il “pacchetto” di mimetizzazione, l’esclusione del famoso bollino rosso frontale che in questa versione non è presente.

Leica inoltre afferma che la trama “a diamante” della fibra in kevlar crea una superficie particolarmente confortevole al tatto e facilmente impugnabile.

Leica M10-P Reporter è disponibile in edizione limitata a sole 450 unità in tutto il mondo al prezzo di 8025 euro (solo corpo). Potete acquistare questo gioiello (sempre che non sia già finito) negli store ufficiali Leica o direttamente online.

Leica M10-P ReporterLeica M10-P Reporter

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Fonte: cameranation.it

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La ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer fotografata in alta risoluzione: i dettagli sono sorprendenti

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Non è la prima volta che trattiamo notizie di opere d’arte catturate in alta risoluzione. Durante la pandemia questo ha permesso di godere di dipinti anche con i musei chiusi, ma non solo. Questo genere di operazioni permette tutt’ora ai ricercatori di capirne lo stato di conservazione aiutandoli a preservarle. L’ultimo dipinto del quale vi parliamo (il progetto è di qualche mese fa) è la ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer, che è stato sottoposto a un trattamento rigoroso per poterne estrarre l’essenza (e i dati) senza danneggiarlo.

La ragazza con l’orecchino di perla a una risoluzione mai vista prima

Ufficialmente il dipinto ha titolo di “ragazza col turbante”, ma anche grazie al film del 2003 con Scarlett Johansson e Colin Firth è nota al grande pubblico proprio come la ragazza con l’orecchino di perla. Il lavoro è stato svolto da Hirox, ditta specializzata nella realizzazione di strumenti per l’acquisizione di dati ad alta risoluzione. La società è riuscita nell’impresa di rendere fruibile con un dettaglio elevatissimo il dipinto, il tutto lavorando una sola notte.

ragazza con orecchino perla

Il quadro è stato trasposto in digitale con una risoluzione di 10 miliardi di pixel, pari a 93205 x 108565 pixel (visibile nel video). Il lavoro ha previsto l’utilizzo di un microscopio digitale RH-2000 che sfrutta un sensore da 1920 x 1200 pixel che consente di avere anche un’ampia gamma dinamica e elevato contrasto. Il progetto ha così catturato in poche ore ben 9100 fotografie con una risoluzione di 4,4 µm per pixel.

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La cosa sorprendente è che non troviamo solamente delle immagini bidimensionali! A disposizione del pubblico ci sono anche alcune zone (a risoluzione ancora più elevata) visibili tridimensionalmente attraverso l’apposita sezione del sito. E così quelle che potrebbero essere vallate marziane, sono in realtà le crepe della vernice della ragazza con l’orecchino di perla. Per riuscire a riprodurre fedelmente i dettagli è stato impiegato un piano motorizzato da 1 x 1 metro e la possibilità di mettere a fuoco su tutti gli assi.

dipinti arte

Nel video viene spiegato come sono stati visibili dettagli quali i punti di vernice dati da Jan Vermeer per rendere il vestito della ragazza più dettagliato allo sguardo, rendendone meglio il realismo. Una vera e propria risorsa di informazioni per tutti, appassionati e ricercatori.

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Fonte: fotografidigitali.it

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