Fotografare sotto la pioggia. Alcuni consigli per divertirvi con il brutto tempo

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Fotografare sotto la pioggiaIn questi giorni di pioggia continua ed incessante, abbiamo pensato di scrivere questo articolo per aiutarvi ad uscire comunque di casa per divertirvi a fotografare sotto la pioggia.

Fotografare sotto la pioggia? Ma siete matti? direte voi… Si sta tanto bene in casa al calduccio, per quale motivo dovrei uscire?

Ebbene si, chi ama la fotografia, sa benissimo che la pioggia e le condizioni di meteo avverse possono creare situazioni con atmosfere fantastiche e generare scatti pieni di suggestione e grande fascino.

Certo, serve qualche accorgimento in più ma in questo articolo troverete tutti i suggerimenti giusti per ottenere scatti perfetti anche sotto la pioggia.

E’ troppo facile uscire in Agosto in pieno sole e fare belle foto!!! Provate a prendere la vostra fotocamera in questo periodo autunnale con la pioggia incessante. Vi troverete di fronte a cieli grigi, luce pessima, colori morti e soggetti poco interessanti.

Proprio per questo motivo, fotografare sotto la pioggia vi farà fare un salto di qualità e tirerà fuori tutta la creatività che è in voi…a patto che seguiate i consigli che trovate qua sotto. Partiamo!!!

Trovate un modo per riparare voi e l’attrezzatura

Il primo consiglio può sembrare scontato ma la prima cosa da fare quando si esce a fotografare sotto la pioggia è quello di cercare il modo per riparare se stessi e la propria attrezzatura.

Oramai tutte (o quasi) le fotocamere in commercio sono abbastanza impermeabili e reggono bene qualche goccia di pioggia ma, in caso di temporale consistente, è sempre meglio non testare la tenuta della propria fotocamera e cercare di ripararla il più possibile.

In commercio esistono delle pratiche custodie che avvolgono interamente la vostra fotocamera lasciando un’apertura frontale (per poter fare la foto ovviamente) e una sul retro per poter infilare le mani.

Queste custodie sono veramente molto pratiche ma ovviamente in caso di temporale forte servono a poco, in questo caso sarebbe meglio l’ombrello anche se è veramente scomodo fare una fotografia con una mano impegnata a reggere l’ombrello.

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  • L’impermeabile è fatto per proteggere il vostro medio e grande fotocamere DSLR da qualsiasi condizione tempo imprevista.
  • Il parapioggia è di tessuto plastico impermeabile nero e una comoda parte trasparente per vedere il display pur lasciandolo al riparo dalla pioggia.
  • Di forma triangolare, ha l’uscita per l’obbiettivo e le due “maniche” per entrar con le braccia e raggiungere la macchina.
  • In aggiunta una fascia di velcro per far aderire la parte frontale all’obbiettivo.
  • Minimo ingombro quando ripiegato. Piegato entra perfettamente nella tasca laterale del zaino, o schiacciato puo esser poggiato sopra agli obiettivi risultando spesso mezzo centimetro.

Fotografare sotto la pioggia

Usa una sensibilità ISO alta

Quando ci si cimenta a fotografare sotto la pioggia, quasi sempre le condizioni di luce sono veramente pessime.

Anche di giorno, senza luce solare e con il cielo completamente grigio (se non nero) la luce sarà sempre pochissima.

Per questo motivo, il secondo consiglio che vogliamo darvi, è quello di aumentare fin da subito la senbilità ISO della vostra fotocamera.

Piccola parentesi, se non siete pratici di sensibilità ISO e volete saperne di più vi ricordiamo che abbiamo dedicato un’intera lezione del corso di fotografia che potete rileggere a questo indirizzo.

Aumentando la sensibilità ISO vi aiuterà anche a mantenere una velocità dell’otturatore elevata in modo da evitare che le foto finali siano mosse.

Attenzione però a non esagerare con il valore ISO altrimenti rischiate di ottenere troppo “rumore” nelle immagini finali che risulteranno sgranate e brutte da vedere. Le fotocamere professionali reggono ISO molto elevati mentre le fotocamere amatoriali fanno più fatica. Un buon valore ISO per poter fotografare sotto la pioggia tranquillamente è 800.

Fotografare sotto la pioggia

Cercate di tenere un tempo di scatto veloce

La pioggia è veloce anzi, velocissima. Proprio come ogni altro soggetto in movimento, se volete catturare tutta la bellezza e l’essenza dell pioggia dovrete cercare di tenere un tempo di scatto veloce.

L’ideale sarebbe 1/250 sec. ma sarà quasi sempre impossibile usare questo tempo in quanto la luce è sempre scarsa.

Partite da questo valore e poi scendete senza però esagerare perchè oltre al 60 di secondo la foto diventerà quasi sicuramente mossa.

Cercate d’immortalare le sensazioni che la pioggia provoca nelle persone. Potreste vedere espressioni di fastidio, tristezza o anche di gioia e di stupore nei bambini. Dovete però essere veloci, altrimenti perderete l’attimo fuggente. Carpe diem!

Fotografare sotto la pioggia

Fotografare sotto la pioggia

Giocate con le luci per creare effetti speciali

Se uscite a fotografare sotto la pioggia di sera, recatevi in centro nella vostra città o in un luogo dove ci possano essere molte fonti luminose. (fari, semafori, insegne)

Queste fonti non vi serviranno per illuminare la scena e permettervi di scattare con tempi veloci ma vi serviranno come sfondo per creare dei giochi di luce “sfocata” che doneranno magia all’immagine finale.

Se userete il diaframma aperto, con conseguente profondità di campo ridotta, avrete il fuoco sul soggetto in primo piano mentre sullo sfondo le “lucine” saranno tutte soffuse, come nelle immagini qua sotto.

Fotografare sotto la pioggia

Sfruttate i riflessi

Un altro prezioso consiglio per ottenere buoni risultati nel fotografare sotto la pioggia è sicuramente quello di cercare dei riflessi.

La pioggia crea pozzanghere per terra, sfruttatele cercando di capovolgere il mondo e di dare un tocco di originalità alle vostre immagini.

Non sarà sicuramente facile mettere a fuoco un soggetto riflesso all’interno di una pozzanghera ma con un attimo di pratica vedrete che otterrete ottimi risultati.

Attendete la fine del temporale per una luce fiabesca e occasioni imperdibii

Fotografare sotto la pioggia è bello anche dopo, quando tutto è terminato. Spesso, in particolar modo in estate, dopo la pioggia filtrano raggi di sole che cambiano l’atmosfera attorno a voi, cercate di coglierli in fretta perchè speriranno in poco tempo.

Cambiano i colori e diventano tutto d’un tratto vivi. L’effetto del bagnato in strada e sugli oggetti colorati darà quel tocco di magia in più che renderà le vostre immagini spettacolari.

Concetratevi anche sugli oggetti piccoli, montate un obiettivo macro e andate ad immortalare la grandezza infinita di una semplice goccia d’acqua su una foglia. Potrà sembrare banale ma se trovate il soggetto giusto questa goccia diventerà la vera e propria protagonista dello scatto.

© Riproduzione riservata

Fonte: cameranation.it

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Una GoPro Hero 7 installata in uno pneumatico: ecco l’originale video

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Da diversi anni sul mercato spopolano vari tipi di action cam le quali hanno rivoluzionato il modo di filmare offrendo nuovi impensabili punti di ripresa non solo nell’ambito di attività sportive.

Un curioso video, in quanto il punto di osservazione offerto risulta veramente originale, è quello proposto dal canale Youtube Warped Perception nel quale vengono approfonditi aspetti legati al mondo delle curiosità, esperimenti, scienza ed ingegneria: ultimo di questi video quello nel quale è stata installata una GoPro Hero 7 all’interno di uno pneumatico al fine di capire come esso si comporti una volta a contatto con la strada.

Le dimensioni estremamente ridotte della action cam scelta, soli 44,9×62,3×33 mm, hanno facilitato la sua installazione nel canale del cerchione in lega, inoltre è stata corredata di luce a LED e relativo powerbank per migliorare la qualità delle immagini ed estendere la durata delle riprese.

Le immagini raccolte mostrano la deformazione dello pneumatico in corrispondenza dei difetti dell’asfalto o quando subisce lo sforzo di un’importante accelerazione, infine, al termine del video, molto curioso l’effetto dell’aria che fuoriesce durante lo sgonfiaggio della ruota, necessario per poter recuperare la action cam.

Fonte: fotografidigitali.it

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Fujifilm presenta il flash EF-60 e il trigger wireless EF-W1

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EF-60FUJIFILM Corporation ha annunciato il lancio del flash a slitta EF-60 e del Wireless Commander EF-W1 per espandere la gamma di accessori per la Serie X e il sistema GFX.

EF-60 è il primo flash a slitta di Fujifilm con controllo wireless radio che racchiude nel suo corpo compatto una potenza di uscita impressionante e molteplici funzioni. Il supporto al controllo wireless radio permette agli utenti di essere più creativi in una vasta gamma di situazioni.

EF-W1 è un commander wireless che utilizza la comunicazione radio per controllare le unità flash. Può regolare con precisione la potenza di più unità flash per un controllo flessibile della luce, aggiungendo versatilità di illuminazione alla creatività fotografica.

“Flash a slitta EF-60”

Potenza

  • Questo flash per innesto su slitta ha un numero guida massimo di 60 (ISO100・m e una copertura fino alla focale di 200mm*1) nonostante la sua estrema compattezza.
  • La testa del flash può essere regolata di 90° verso l’alto o di 180° a sinistra o a destra in modo che la luce del flash possa essere rimbalzata da una parete o dal soffitto per imitare la luce naturale ed evitare ombre dure.
  • La lunghezza focale coperta che va da 24mm a 200mm*1 può essere estesa a circa 16mm*1 quando si utilizza il diffusore incorporato. Dispone inoltre di una funzione di zoom automatico, che regola la copertura in base all’angolo di visualizzazione dell’obiettivo utilizzato.
  • EF-60 è dotato sia della modalità TTL, che calcola automaticamente l’esposizione ottimale, sia della modalità Manuale, per consentire agli utenti di regolare autonomamente la potenza di uscita.
  • Supporta anche la funzione FP High-Speed Sync, per la sincronizzazione del flash con tempi di scatto rapidi fino a 1/8000s dando così una maggiore libertà quando si utilizza il flash in esterna in pieno giorno con il diaframma dell’obiettivo completamente aperto.

EF-60

Wireless

  • EF-60 ha un ricevitore integrato per il sistema di comunicazione wireless chiamato NAS (Nissin Air System)*2 e, se combinato con il Wireless Commander EF-W1 o il Nissin Air10s*3, può essere attivato da remoto. Ciò consente di posizionare questo flash ovunque, anche all’aperto, in pieno giorno o in un luogo in cui gli ostacoli potrebbero bloccare la visuale.
  • EF-60 dispone anche della modalità wireless ottica. Quando si utilizza FUJIFILM EF-X500 come unità principale (commander), è possibile creare un sistema wireless stabile in ambienti dove le comunicazioni radio non sono ottimali.

Versatilità

  • EF-60 utilizza un tubo flash allo xeno e una luce LED bianca ad alta luminanza per una grande versatilità di utilizzo, utile per impiego durante le riprese video, per fornire luce continua per shooting fotografici e come catch light, oppure come luce di assistenza AF.

Accessori

  • EF-60 utilizza quattro batterie AA ed è dotato di un diffusore dedicato, una mini base di supporto e una custodia per il trasporto.

“Wireless Commander EF-W1”

Commander High-function che supporta il sistema di comunicazione wireless radio NAS.

Questa unità commander utilizza comunicazioni wireless a controllo radio per attivare in remoto le diverse funzioni dell’EF-60, tra cui la modalità TTL, la modalità manuale e la modalità di sincronizzazione FP High-Speed Sync. Può controllare contemporaneamente più unità flash remote, utilizzando impostazioni diverse, fino a un massimo di quattro gruppi

Le unità commander e flash remoti comunicano tramite un comando radio. Ciò significa che i flash remoti possono essere posizionati in postazioni lontane o fuori dal campo visivo del commander. Possono anche essere utilizzati in esterna in piena luce, offrendo una maggiore libertà rispetto al tradizionale sistema di comunicazione ottica.

EF-W1 utilizza il protocollo NAS (Nissin Air System)*2 per le comunicazioni wireless via radio. Ciò significa che il commander rende le fotocamere digitali della Serie X e del sistema GFX compatibili non solo con l’EF-60 ma anche con una varietà di lampeggiatori flash basati sul sistema NAS offerti da Nissin Japan Ltd*4.

Preciso controllo della potenza in uscita a incrementi di 1/3 EV con la potenza minima di 1/256

EF-W1 consente di controllare la potenza con incrementi di 1/3 EV sia in modalità TTL sia Manuale. Quando si utilizza la modalità Manuale, il livello di uscita può essere ridotto fino a 1/256. Questa capacità di ottimizzare la potenza del flash offre un maggiore controllo, consentendo al fotografo di esprimere al meglio la propria creatività.

“Modelli compatibili”

EF-60 ed EF-W1 sono compatibili con I seguenti modelli di fotocamere digitali: GFX100, GFX 50S, GFX 50R, X-H1, X-Pro2, X-Pro3, X-T1, X-T2, X-T3, X-T4, X-T20, X-T30, X-E3, X100F, X100V

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Fonte: cameranation.it

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Il curioso video di un polpo che cerca di rubare una GoPro

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Sì, è semplicemente una notizia curiosa e non cambierà le sorti del Mondo. Ancora una volta però ci permette di apprezzare la curiosità e l’intelligenza degli animali quando hanno a che fare con l’essere umano creando siparietti divertenti. In un video pubblicato di recente si può vedere un polpo tentare di rubare una GoPro.

Il fatto è avvenuto a inizio Luglio 2020 a Mandelieu (nel sud della Francia). Un sub stava cercando di riprendere un polpo che era sul fondale tra gli scogli con la sua GoPro quando il cefalopode ha allungato un tentacolo per cercare di impossessarsi della action-cam.

Il polpo e la GoPro

Non è una novità che i polpi siano animali curiosi, intelligenti e con una grande forza (oltre che ventose particolarmente potenti). Il video inizialmente è quello ripreso proprio dalla GoPro che ha attirato l’attenzione del polpo per poi spostarsi su una seconda videocamera per vedere la scena “da un altro punto di vista”.

polpo gopro video

Nonostante il polpo non sia un esemplare particolarmente grande riesce a tenere ben salda sia l’action-cam con la custodia impermeabile sia il cavalletto e a trascinarla sul fondale. Si può notare come il cefalopode cambi spesso colore, non solo per mimetizzarsi ma anche come espressione caratteriale.

Non è la prima volta che scriviamo di animali che si rendono complici di “furti” di apparecchiature fotografiche. Per esempio in passato abbiamo scritto di un’aquila dalla testa bianca che ha afferrato una fotocamera di un fotografo che voleva riprendere uno stormo di questi esemplari nutrirsi.

Fonte: fotografidigitali.it

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L’islanda vista dal drone. Spettacolari immagini mai viste prima!

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islandaL’Islanda, assieme alla Nuova Zelanda, è considerato da molti fotografi il più bel paese al mondo dal punto di vista della fotografia paesaggistica. Negli ultimi anni l’Islanda è stata presa d’assalto da fotografi professionisti e amatori in cerca dello scatto perfetto, lo scatto in grado di emozionare come solo la meravigliosa arte della fotografia riesce a fare.

Cascate, vulcani, aurore boreali, ghiacciai, pochissima gente e una natura incontaminata. Sono solo alcuni degli ingredienti che l’Islanda offre ai suoi visitatori che rimangono incantati dalla sua bellezza.

Se l’Islanda è bella vista e fotografata da terra, non ci si può immaginare quando la si guarda dall’alto. E’ quello che ha fatto Olivier Symon, talentuoso fotografo belga, amante dei viaggi e delle fotografie fatte con i droni.

Olivier, fresco già vincitore del DJI skypixel contest 2017, uno dei più importanti concorsi fotografici per foto con droni al mondo, ha visitato di recente l’Islanda e l’ha immortalata da una prospettiva aerea, prospettiva alla quale non siamo abituati e che ci dona un’incredibile bellezza della natura incontaminata che solo in questo paese di può trovare.

Olivier ha usato un droneDJI Mavic PRO per scattare queste meravigliose immagini aeree dell’Islanda. Questo bellissimo progetto di Olivier è stato di recente esposto nella Monochrome View Gallery di Bruxelles, galleria d’arte che vende stampe uniche di alta qualità.

Vi lascio ad alcune delle fotografie dell’Islanda scattate da Olivier Symon. Vi consiglio di dare uno sguardo anche al sito web del fotografo o al suo profilo instagram, seguito da oltre 12000 persone.

islanda@copyright Olivier Symonislanda@copyright Olivier Symonislanda@copyright Olivier Symonislanda@copyright Olivier Symonislanda@copyright Olivier Symonislanda@copyright Olivier Symonislanda@copyright Olivier Symonislanda@copyright Olivier Symonislanda@copyright Olivier Symon

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Sony A7S III è ufficiale. Tante le migliorie che faranno felici i videomakers

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Sony A7S IIICon un evento live in streaming a causa del Covid-19, Sony ha presentato la sua nuova mirrorless full frame tanto attesa: la Sony A7S III, terza versione di una serie che ha spopolato nel mondo Sony e che arriva dopo ben 5 anni dalla versione precedente.

In questi 5 lunghi anni Sony ha raccolto tutte le richieste dei fotografi e dei videomakers più esigenti e le ha introdotte in questa nuova Sony A7S III che porta davvero tante novità rispetto al passato.

Sony ha deciso d’intraprendere una strada totalmente differente da Canon che ha presentato la nuova EOS R5 con una risoluzione da 45 megapixel e la possibilità di girare video in 8K!!! Sony ha puntato tutto sulla “qualità” dei video finali e la “S” nella sua sigla è tutto un dire: “Sensibilità”

La Sony A7S III parte dal presupposto di offrire alla luce la massima estensione possibile sul sensore. Per farlo, Sony ha deciso di montare su questa fotocamera un sensore retroilluminato da “soli” 12.2 megapixel, una risoluzione da smartphone che però viene spalmata su un sensore con dimensioni enormi come quello di una fotocamera full frame.

Ciò significa che i fotodiodi (pixel) sono molto più grandi e permettono al sensore di catturare la luce senza nessun tipo di “rumore” digitale anche in condizioni di scarsissima luminosità.

Sony A7S III

Sony A7S III vanta un’impressionante gamma dinamica di 15+ STOP in ambito video e 14 stop in ambito fotografico. La sensibilità è impressionante. Si parte da 80 e si sale sino a 102.400 ISO in modalità “normale”. Se usiamo la modalità “estesa” è possibile raggiungere un valore di ben 409.600 ISO, pazzesco!

Se a tutto ciò ci affianchiamo il nuovo processore d’immagine BIONZ XR, grazie al quale l’elaborazione dei dati è di ben 8 volte più veloce del modello precedente, vi potete rendere conto del salto di qualità fatto da questa Sony A7S III.

Sony A7S III

Come detto in precedenza, su questa fotocamera non è possibile girare video in 8K come sulla EOS R5 o in 6K come sulla Lumix S1H. I video si “fermano” al 4K sino a 120 fps, 10 bit in 4:2:2 e non hanno limiti di tempo di registrazione in quanto non surriscaldano la fotocamera in nessun modo (problema invece riscontrato sulla Canon EOS R5).

E’ inoltre presente una porta HDMI alla quale è possibile collegare un dispositivo esterno per la registrazione in RAW a 16 bit.

Sony A7S III

Per quanto riguarda il comparto dell’autofocus, Sony A7S III può fare affidamento a ben 759 punti di messa a fuoco che coprono il 92% dell’inquadratura. Non manca la funzione del riconoscimento e della messa a fuoco automatica dell’occhio del soggetto inquadrato che è stata migliorata in termini di velocità per oltre il 30% rispetto al modello precedente.

Altra richiesta degli utenti finalmente avverata è la presenza di un display completamente orientabile (sui modelli precedenti era limitato) che viene ereditato probabilmente dalla “piccola” ZV-1, la compatta per blogger lanciata pochi mesi fa. Il display della Sony A7S III è touchscreen con una diagonale da 3 pollici e una risoluzione di 1.44 milioni di pixel.

Sony A7S III

Altra interessante caratteristica è la presenza di un mirino elettronico che ha una straordinaria risoluzione di 9.44 milioni di pixel, il più avanzato mirino tra quelli disponibili in commercio.

Il menù della Sony A7S III è stato completamente ridisegnato dopo anni di lamentele da parte degli utilizzatori che trovavano difficoltà nell’utilizzo. Ora è estremamente più semplice e decisamente più veloce. E’ navigabile direttamente dallo schermo touchscreen e permette anche di creare diversi menù personalizzabili a seconda dell’utilizzo (video o fotografia)

Ultima, ma non ultima, novità su questa Sony A7S III è la presenza di 2 slot per schede di memoria entrambi compatibili anche con le nuovissime e velocissime CFExpress Type-A che arriveranno a settembre e che avranno una velocità di 800 MB/sec in lettura e 700 MB/sec in scrittura.

Questa Sony A7S III è decisamente una fotocamera completamente rinnovata e che strizza l’occhio in particolar modo agli amanti delle riprese video. E’ comunque anche un’ottima fotocamera, ci mancherebbe, anche se la casa madre ha puntato molto di più sulle migliorie lato video.

Tutta questa innovazione e tecnologia porta la Sony A7S III ad avere un prezzo decisamente alto. L’uscita sul mercato italiano è prevista per Settembre 2020 ad un prezzo che si aggirerà attorno ai 4200 euro per il solo corpo macchina, decisamente orientata a professionisti del settore e non al mondo “consumer”.

Link alla scheda tecnica completa

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Fonte: cameranation.it

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Adobe DNG Converter 12.4 Beta aggiunge il supporto a Canon EOS R5, EOS R6, Nikon Z 5

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La nuova versione beta di Adobe DNG Converter 12.4 ha aggiunto il supporto ad alcuni modelli presentati in queste settimane permettendo agli utenti che andranno ad acquistarli di poter immediatamente utilizzare questo strumento fornito da Adobe.

canon eos r5

Ricordiamo che Adobe DNG Converter permette di convertire i file RAW specifici creati con le diverse fotocamere in una versione RAW DNG universale permettendo così un maggiore supporto tra i vari software. Inoltre, sempre grazie a questo programma sarà possibile avere la compatibilità con le versioni precedenti. I file DNG permettono di avere da un lato la qualità di un file non processato dalla fotocamera e dall’altro la possibilità di essere impiegato da moltissimi software (gratuiti o a pagamento).

Adobe DNG Converter 12.4 Beta supporta nell’ultima versione le nuove fotocamere Canon EOS R5, Canon EOS R6, Nikon Z 5, Panasonic Lumix G100, Sony ZV-1 (e infine anche il drone Skydio 2). Si tratta di prodotti lanciati nel 2020 e in particolare si tratta di mirrorless sia di fascia alta (EOS R5) che soluzioni più abbordabili come la nuova Nikon Z 5 ma anche fotocamere pensate per i VLOG come le ultime due citate.

La versione 12,4 Beta è disponibile sul sito per Windows mentre le versioni stabili sono disponibili sia per Windows che per Mac. Il file da scaricare ha una dimensione di 468 MB ed è compatibile con le versioni a 64 bit di Windows 7 SP1 o Windows 10 (dalla versione 1703 in poi).

Fonte: fotografidigitali.it

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Hasselblad X1D II 50C e 907X Special Edition ricevono un nuovo firmware

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Il brand svedese (di proprietà di DJI) ha annunciato l’arrivo di un nuovo firmware per Hasselblad X1D II 50C e Hasselblad 907X Special Edition. Le due fotocamere medio formato potranno così godere di alcune novità come il supporto ad alcuni accessori, correzione bug e funzionalità migliorate.

hasselblad

Per entrambe le fotocamere la versione del firmware è la 1.3.0 e ci sono anche poche differenze nella release note. Iniziando da Hasselblad X1D II 50C (che abbiamo recensito recentemente), sarà possibile impostare la sensibilità ISO e il bilanciamento del bianco in live view attraverso lo schermo touch. Questo permetterà di essere più rapidi nell’adattare i valori alla scena.

Interessante è anche la possibilità di ricaricare più velocemente la batteria da 3400 mAh della Hasselblad X1D II 50C. Secondo quanto riportato dal produttore, si risparmierebbe il 20% del tempo con il caricabatterie fornito nella confezione. Inoltre sono stati corretti i problemi di connessione attraverso Wi-Fi all’app Phocus Mobile 2 ed è migliorata la stabilità complessiva.

Hasselblad 907X Special Edition (omaggio alle missioni Apollo) si aggiorna alla versione 1.3.0 che permette l’utilizzo dei nuovi accessori 907X Control Grip e 907X Optical Viewfinder. Nel primo caso si semplifica la presa e l’utilizzo della fotocamera mentre il secondo consente di scattare in maniera più agevole.

Come per il modello precedente, anche in questo caso sarà possibile impostare ISO e bilanciamento del bianco in live view sullo schermo touch e si potrà ricaricare più velocemente la batteria della fotocamera. Anche in questo caso i due bug corretti riguardando la connessione a Phocus Mobile 2 attraverso il Wi-Fi e un miglioramento della stabilità complessiva.

Fonte: fotografidigitali.it

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Dal Trentino alla Sicilia, ecco le più belle foreste d’Italia

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le più belle foreste d’ItaliaNatura, cultura e relax: anche quest’anno il concorso fotografico ScattailboscoPEFC 2020 organizzato da PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale, ha permesso di raccontare i tanti aspetti che caratterizzano le più belle foreste d’Italia.

Il concorso, che si è svolto tra il 22 aprile e il 5 giugno, ha visto la partecipazione di centinaia di fotografi – professionisti o amatoriali – che hanno pubblicato i propri scatti su Instagram accompagnati dall’hashtag #scattailboscoPEFC20.

“Un’edizione particolare che si è svolta nonostante il lockdown, proprio con l’intenzione di lanciare un messaggio di speranza e di sensibilizzare sull’importante ruolo della natura nella vita di tutti i giorni”, spiega Eleonora Mariano, responsabile Ufficio progetti del PEFC Italia.

A vincere il concorso è Ruggero Alberti che, con la foto dal titolo “Illuminato”  scattata in Val di Stua (Mezzano, TN)  ad un imponente larice, si aggiudica un un weekend nella tree house “Pigna” dell’agriturismo Malga Priu a Ugovizza (Ud), sospeso ad otto metri di altezza nel mezzo Alpi Giulie.

le più belle foreste d’Italia@copyright Ruggero Alberti

Al secondo posto “Blue velvet”, la foto realizzata da Davide Noia a Castel del Piano (GR) sul Monte Amiata, in Toscana, che vince una fioriera realizzata da Legnolandia con legno di abete certificato PEFC e marchiata “Filiera Solidale” perché costruita con legno di alberi schiantati dalla tempesta Vaia.

le più belle foreste d’Italia@copyright Davide Noia

Medaglia di bronzo per Giacomo Luigi Menta e il suo scatto “Alba in pineta” realizzato ad Alberese, in Toscana, premiato con una cornice realizzata da Leonardi wood con legno certificato PEFC di abete.

le più belle foreste d’Italia@copyright Giacomo Luigi Menta

A selezionare i vincitori di questo fantastico concorso sulle più belle foreste d’Italia è stata una giuria composta da una rappresentativa del gruppo Canoniani, da un dottore forestale e da un referente degli sponsor; a comporre il voto finale hanno contribuito inoltre, per un quarto del totale, i “mi piace” ottenuti dalle foto su Instagram.

La Segreteria del PEFC Italia ha inoltre selezionato due ulteriori foto:  “Tra i Fiori” di Anne Mäenurm, scattata in Friuli Venezia Giulia a Cervignano del Friuli, tra i boschi planiziali di Pradiziol e “Funghi in autunno” di Luca Baronchelli, scattata ad Andalo (Tn).

I cinque fotografi accedono inoltre alla fase internazionale del concorso PEFC per competere con fotografi provenienti da altri 12 Paesi di tutto il mondo e tentare di vincere un viaggio a Dublino all’assemblea mondiale del Pefc o in alternativa 2.000 Franchi svizzeri. Lo scorso anno il premio internazionale è stato attribuito proprio all’italiana Sonia Fantini che con la sua foto “Colori d’autunno” aveva immortalato la “magia di una limpida giornata di autunno” al Lago Bordaglia a Udine.

le più belle foreste d’Italia@copyright Federico Dorissa

Quest’anno inoltre il PEFC Italia ha assegnato due menzioni speciali: la prima è la menzione “Vaia”, conquistata dalla foto  “Non dimenticare la tempesta Vaia” di Mauro Lena in grado di mostrare la drammaticità della distruzione del bosco di Paneveggio dopo il passaggio della tempesta Vaia che nell’ottobre 2018, con piogge e raffiche di vento stimate oltre i 150 km/h ha provocato enormi danni in un’area complessiva di 42.500 ettari di foreste alpine, radendo al suolo 8 milioni di metri cubi di legno.

@copyright Anne Maenurm

La seconda menzione speciale “Alberi in città” viene invece assegnata alla foto “Anni compiuti” di Inna Berezanskaya che ritrae un Ficus macrophylla nel centro di Catania.

“Quest’anno abbiamo voluto dare spazio anche agli ‘alberi fuori foresta’, ovvero a quegli alberi che si trovano in parchi o in contesti urbani, alle piantagioni in pieno campo e lineari e all’agroselvicoltura. Un nuovo ambito introdotto sia a causa delle  ristrettezze imposte dall’emergenza sanitaria, sia perché funzionale ad  annunciare le novità che saranno introdotte agli standard di sostenibilità del PEFC che, oltre a quello per le foreste, si allargheranno andando a comprendere la tutela del mondo degli alberi presenti ‘fuori foresta’”, spiega Maria Cristina d’Orlando, Presidente PEFC Italia.

Il concorso, che ha raccolto nella sua storia migliaia di foto da oltre 20 Paesi di tutto il mondo, ha l’obiettivo di ricordare che, tramite la corretta gestione del patrimonio forestale e la promozione dei prodotti che derivano da una gestione sostenibile, le foreste possono giocare un ruolo chiave per la tutela della terra e dell’ambiente, grazie agli effetti che le foreste stesse hanno sul clima, sull’inquinamento, sul suolo e sulle acque.

@copyright Irene Papanin

Chi è PEFC Italia

PEFC Italia è un’associazione senza fini di lucro che costituisce l’organo di governo nazionale del sistema di certificazione PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), cioè il Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale. Il PEFC è un’iniziativa internazionale basata su una larga intesa delle parti interessate all’implementazione della gestione forestale sostenibile a livello nazionale e regionale.

Partecipano allo sviluppo del PEFC i rappresentanti dei proprietari forestali e dei pioppeti, organizzazioni ambientaliste, dei consumatori finali, degli utilizzatori, dei liberi professionisti, della ricerca, del mondo dell’industria del legno e dell’artigianato.

Tra i suoi obiettivi si segnala quello di migliorare l’immagine della selvicoltura e della filiera foresta–legno-carta, fornendo di fatto uno strumento di mercato che consenta di commercializzare legno, carta e prodotti della foresta derivanti da boschi e impianti gestiti in modo sostenibile.

foto di copertina: Sonia Fantini (vincitrice edizione 2019)

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Fonte: cameranation.it

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