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Arriva il nuovo firmware con funzionalità avanzate per le action cam GoPro

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GoPro ha annunciato in queste ore il nuovo firmware che arriva direttamente dalla piattaforma di sviluppo Labs. Grazie a questo aggiornamento sarà possibile sbloccare nuove funzionalità definite innovative e sperimentali che sono dedicate agli utenti più esperti e smaliziati.

gopro hero9

GoPro annuncia un nuovo firmware per le action cam

Secondo quanto riportato dal produttore, questo nuovo aggiornamento firmware è compatibile con HERO9 Black, HERO8 Black, HERO7 Black e GoPro MAX. Sono esclusi quindi i modelli più vecchi e non presenti nell’elenco. Ma quali sono le novità per gli utenti che vorranno fare l’update?

  • Inizio riprese in base alla rilevazione di movimento. Si basa sull’accelerometro e/o il giroscopio per avviare o interrompere le riprese. Questo permette di ridurre il consumo e non utilizzare lo spazio di archiviazione per scene non importanti.
  • Inizio riprese con alimentazione USB. Vengono avviate o interrotte le riprese quando viene rilevata l’alimentazione USB (utile nel caso di un utilizzo come dash cam).
  • La rilevazione del movimento è supportata in tutte le modalità video. Questo significa anche in quella a 360° su MAX. Migliorata anche la sensibilità.
  • Possibilità di avviare il live streaming in pochi secondi dopo la connessione a una rete Wi-Fi specificata dall’utente.
  • Nuova modalità con pulsante singolo in cui l’utente può soltanto avviare o arrestare l’acquisizione. Permette di evitare di cambiare impostazioni per sbaglio.
  • Possibilità di impostare un blocco al tempo d’esposizione e velocità minima dell’otturatore.
  • I controlli basati su QR code supportano l’acquisizione in 5K e per HindSight su HERO9 Black.

Le novità sono state aggiunte a quelle già presenti in precedenza come il controllo tramite QR code (ulteriormente ampliato con l’aggiornamento), rilevazione del movimento, i timer di attivazione, il salvataggio delle impostazioni preferite, la personalizzazione della fotocamera. Alcune di queste novità sono integrate nel firmware di GoPro HERO9 Black rilasciato sul finire del 2020.

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Fonte: fotografidigitali.it

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AirPeak: al CES 2021 Sony mostra di sfuggita il proprio drone per riprese aeree con mirrorless full frame

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L’anno scorso aveva destato grande interesse durante la conferenza stampa Sony l’apparizione di un’automobile, Vision-S, un prototipo/laboratorio in cui Sony ha integrato tutti i sensori che sta sviluppando per la guida assistita e autonoma. Ora il prototipo è in fase di test drive su strade pubbliche e in questa edizione digitale del CES 2021 sono state mostrate nuove immagini dell’auto su strada.

AirPeak: il drone di casa Sony

Quello che è interessante, questa volta, è il mezzo di ripresa: AirPeak. Stiamo parlando del tanto atteso drone di casa Sony, un quadricottero di dimensioni generose, che nasce per il mercato delle riprese professionali e che è studiato per decollare con a bordo le mirrorless full frame Alpha A7/A9 del produttore giapponese, con le relative ottiche.

Dal video è possibile raccogliere alcuni elementi: il quadricottero ha un doppio alloggiamento per batterie di grosse dimensioni, sia per dare la potenza necessaria a sollevare il payload, sia – probabilmente – per assicurare un’autonomia in linea con le esigenze delle riprese professionali.

Sony AirPeak ha un carrello d’atterraggio retrattile e vari sensori, sia per la guida remota tramite il radiocomando, sia per il riconoscimento degli ostacoli. Il CEO di Sony, Kenichido Yoshida, ha parlato poi di Artificial Intelligence a bordo. Al momento sono questi i dettagli che siamo in grado di estrarre dal video, sarà interessante vedere se il colosso giapponese ne rilascerà altri nel corso della fiera o se sarà necessario attendere una presentazione ufficiale più in là.

Fonte: fotografidigitali.it

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Canon: una gimbal-camera con lenti intercambiabili. Ecco il brevetto

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Il popolo dei vlogger rappresenta un mercato potenzialmente molto interessante per le aziende impegnate nella realizzazione di fotocamere e videocamere: se per lo più i contenuti video su YouTube o TikTok vengono realizzati usando uno smartphone, chi desidera compiere un vero salto di qualità si trova spesso orientato verso l’acquisto di attrezzatura specialistica.

Per catturare le esigenze dei vlogger è necessario però qualcosa che assieme ad un’elevata qualità video (non solo in termini di qualità di immagine, ma anche di capacità espressive che possono scaturire solo da un controllo diretto su parametri quali diaframma e tempi di scatto) accompagni anche una certa maneggevolezza.

Sony con la sua A7C è stata la prima ad avanzare una proposta mirrorless full-frame espressamente per vlogger, prendendo quanto di buono fatto con Sony A7III e condensandolo in un corpo compatto con display snodato. Si tratta di qualcosa di abbastanza inedito nel panorama delle mirrorless full-frame e che va ad aggredire un pubblico che, siamo certi, anche altri brand non vorranno lasciarsi sfuggire.

Canon pensa ai vlogger con una fotocamera-gimbal

Emerge in questi giorni un brevetto depositato da Canon che tratteggia un dispositivo che ammicca vistosamente ai vlogger ma con un’impostazione completamente differente a quella di Sony A7C e molto simile a qualcosa che abbiamo già visto in altre forme. In pratica si tratta di una sorta di gimbal-cam concettualmente simile alle soluzioni Osmo di DJI, ma con la possibilità di cambiare gli obiettivi. Si può pensare quindi ad una sorta di ibrido tra un Osmo mobile e un gimbal per fotocamere tradizionali. O forse qualcosa di vicino alle soluzioni Zenmuse, sempre di DJI.

Nel disegno del brevetto si può scorgere anche la presenza di una slitta hot-shoe per accessori come il flash, che tuttavia andrebbe ad ostacolare il corretto funzionamento del sistema di stabilizzazione basato su giroscopi. Da questo punto di vista, inoltre, anche il possibile impiego di lenti pare essere in qualche modo limitato: un conto è gestire focali tutto sommato standard e relativamente leggere, altro discorso è l’impiego di ottiche più massicce. La particolare fotocamera sembrerebbe inoltre provvista di display, che però pare essere vincolato e non ruotabile il che si traduce nell’impossibilità di potersi vedere mentre ci si sta riprendendo.

Prima di lasciarsi andare ad entusiasmi o, al contrario, a facile dileggio è bene ricordare che un brevetto non necessariamente è indice di un prodotto che arriverà sul mercato e che Canon, al pari di molte altre grandi realtà, sfrutta il meccanismo dei brevetti per proteggere la proprietà intellettuale anche senza una concreta volontà di tradurre in realtà un concetto.

Fonte: fotografidigitali.it

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DJI Mavic 2 Enterprise Advanced è il nuovo drone professionale

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La versione precedente era stata annunciata nel 2018, ora il produttore cinese aggiorna la sua linea di droni professionali con DJI Mavic 2 Enterprise Advanced. Secondo quanto dichiarato si tratta di una soluzione che porta diverse novità e più strumenti per rispondere alle esigenze del mercato e dei professionisti.

DJI Mavic 2 Enterprise Advanced

Come spiegato da Christina Zhang (responsabile DJI per le strategie aziendali) “con questa nuova soluzione si potranno individuare difetti e anomalie con maggiore dettaglio ed eseguire operazioni e manutenzione in modo più efficace. Infine, soccorritori e vigili del fuoco saranno in grado di localizzare rapidamente le vittime, identificare i punti caldi e schermare i rischi di incendio per redigere piani di salvataggio mirati, mantenendo il proprio personale al sicuro”.

Le caratteristiche di DJI Mavic 2 Enterprise Advanced

Il nuovo DJI Mavic 2 Enterprise Advanced punta a migliorare le caratteristiche del suo predecessore grazie a fotocamere termiche, RGB e al supporto del modulo RTK per il posizionamento. In particolare le ispezioni industriali sono state la base di partenza per le migliorie apportate al progetto.

DJI Mavic 2 Enterprise Advanced è dotato di una telecamera termica con risoluzione HD pari a 640 x 512 pixel, refresh di 30 Hz e una precisione di +/- 2°C permettendo anche uno zoom digitale 16x. C’è una telecamera convenzionale da 48 MPixel e sensore CMOS da 1/2″ in grado di catturare immagini in alta risoluzione e video fino a 4K. Il tutto mantenendosi a distanza di sicurezza grazie a uno zoom digitale 32x.

drone dji

Come scritto poco sopra, questo modello supporta anche DJI RTK (disponibile separatamente) per un posizionamento più preciso. Una caratteristica fondamentale in ambienti operativi complessi e in situazioni potenzialmente pericolose. La precisione è “al centimetro” e non manca il supporto NTRIP garantendo di resistere alle interferenze elettromagnetiche. C’è la possibilità di creare percorsi automatizzati per le ispezioni (fino a 240 waypoint) senza la necessità per l’operatore di intervenire per ogni cambiamento di direzione.

Protezione dei dati e molto altro per DJI

Essendo un prodotto della linea DJI Enterprise non poteva mancare l’integrazione di tecnologie per la protezione dei dati. Se si utilizza l’applicazione DJI Pilot si può scegliere di far rimanere i dati “in locale” evitando quindi possibili interferenze da parte di malintenzionati. Inoltre il collegamento radio tra il drone e il telecomando ha una crittografia AES-256.

drone dji professionale

DJI Mavic 2 Enterprise Advanced ha una capacità di storage di 24 GB con protezione tramite password. Questo permette di evitare che estranei possano accedere alle informazioni anche nel caso il drone venisse smarrito o fosse rubato. Non poteva mancare il rilevamento degli ostacoli su 6 direzioni e il sistema AirSense può captare i segnali ADS-B per avvisare della presenza di aeromobili e elicotteri in vicinanza.

Non potevano mancare anche una serie di accessori per personalizzare l’esperienza con questo drone professionale. C’è il faretto da 2400 lumen, lo speaker da 100 dB, il lampeggiante per la segnalazione notturna, il lampeggiante M2E e lo Smart Controller con display da 1080p e 5,5″.

Le caratteristiche del DJI Mavic 2 Enterprise Advanced promettono un’autonomia di 31 minuti, velocità massima di 72 km/h e possibilità di operare fino a -10°C grazie alle batterie autoriscaldanti. C’è il sistema di trasmissione DJI Ocusync 2.0 che promette una connessione fino ad una distanza di 10 km (supportando le frequenze di 2.4 GHz e 5.8 GHz). Il drone professionale DJI Mavic 2 Enterprise Advanced è già preordinabile dai rivenditori autorizzati con le spedizioni che sono fissate per il Q1 2021. I prezzi non sono stati annunciati ufficialmente ma saranno disponibili presso i rivenditori.

Fonte: fotografidigitali.it

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DJI: appaiono in rete immagini del prossimo modello, che arriverà a volare a 150 km/h

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Abbiamo parlato ieri del piccolo DJI MINI 2, uno dei droni più accessibili del mercato, affrontando anche il tema critico del momento, ossia il ritardo dell’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo EASA sui mezzi a pilotaggio remoto, che ha creato un periodo di limbo fino al 1° gennaio prossimo. Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento, sarà attiva infatti la nuova categorizzazione dei velivoli, e di conseguenza la relativa procedura di etichettatura con l’apposito codice.

[HWUVIDEO=”3045″]DJI MINI 2: è davvero il drone per tutti?[/HWUVIDEO]

I ritardi nell’entrata in vigore del nuovo regolamento, causa pandemia da Covid-19, stanno ritardando il lancio in Europa di nuovi droni: quelli infatti lanciati in questo periodo di limbo non possono avere la nuova etichettatura e verranno considerati ‘non conformi‘ con le nuove regole e potranno volare in deroga solo fino al 1° gennaio 2023. Come diciamo nell’articolo del DJI MINI 2, il piccolo drone è escluso da questa problematica per il peso ridotto e inferiore ai 250 grammi.

In arrivo il nuovo DJI Mavic 3 Zoom?

È quindi grande l’attesa per il 2021, coi i principali player del mercato che stanno affilando le armi e preparando le munizioni per arrivare sul mercato, anche in Europa, coi nuovi modelli non appena possibile. DJI, naturalmente, è quella maggiormente in fermento e diversi rumor e leak di immagini mostrano che i nuovi modelli potrebbero essere davvero interessanti.

Un paio di foto mostrano quello che potrebbe essere uno dei nuovi Mavic 3, in particolare, a vedere dal modulo fotografico, la nuova versione del Mavic Zoom.

DJI FPV: fino a 150 km/h in prima persona

Più interessante e dettagliato è invece il leak di immagini di un nuovo modello, che potrebbe inaugurare una nuova famiglia di quadricotteri in casa DJI. Stando alle specifiche trapelate potrebbe essere una nuova pietra miliare per il produttore cinese, pronta a mettere sul mercato un drone da 150 km/h.

Nelle immagini si vede la confezione con un nuovo controller e con il visore per la guida remota in FPV (First Person View). DJI FPV sembrerebbe essere proprio il nome della serie. Probabilmente potrà essere un drone indicato per riprese professionali in contesti dinamici. Le velocità dei droni attuali – ad esempio il MINI 2 arriva a 58 km/h – sono già alte, ma non permettono riprese automobilistiche in velocità. Un drone che vola a 150 km/h potrebbe tranquillamente seguire un aereo ultraleggero ed espandere il campo di utilizzo per le riprese aerei anche laddove oggi bisogna scalare sull’elicottero.

Eliche maggiorate da 5 pollici, 150 km/h di velocità massima, modalità di guida in prima persona FPV, registrazione interna di filmati a 4K 60p: queste sembrano essere le specifiche del nuovo drone, che potrebbe diventare un nuovo punto di riferimento per le riprese in ambito professionale.

Fonte: fotografidigitali.it

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Canon Cinema EOS C200 Mark II arriverà ad Aprile 2021?

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Sappiamo che molte delle ultime fotocamere mirrorless hanno funzioni avanzate per la registrazione di filmati (con un processo di “ibridazione” iniziato con le reflex). Anche se esistono modelli come Canon EOS R5 e EOS R6 ma non per questo i produttori hanno smesso di realizzare videocamere vere e proprie. Una delle prossime ad arrivare sul mercato sarà la Canon Cinema EOS C200 Mark II, prevista per Aprile 2021.

videocamere cinema eos

L’attuale Cinema EOS C200 che verrà sostituita dalla nuova Mark II

Canon Cinema EOS C200 Mark II arriverà prima del NAB 2021

Il produttore nipponico ha presentato recentemente la nuova EOS C70 che punta sulla risoluzione 4K e sull’attacco RF compatibile quindi con il nuovo ecosistema di ottiche. Ma, come scritto poco sopra, nel suo futuro c’è Canon Cinema EOS C200 Mark II che arriverà il prossimo anno.

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La Cinema EOS C300 Mark III dalla quale la C200 Mark II prenderà parte della tecnologia

La precedente versione era stata presentata nella prima metà del 2017 e ora ci si attende un nuovo aggiornamento delle funzionalità. Secondo i rumors delle ultime ore, il nuovo modello avrà il medesimo sensore che troviamo sulla Cinema EOS C300 Mark III, presentata ad Aprile 2020.

Questo significa che ci sarà, se le informazioni sono corrette, un sensore CMOS 4K nel formato Super 35mm. Dovrebbero essere presenti funzionalità come DGO oltre a una gamma dinamica estesa. Il sistema di messa a fuoco invece potrà sfruttare la tecnologia Dual Pixel CMOS AF.

Altre specifiche riportano la capacità di registrazione in RAW, campionamento colore 4:2:2 a 10-bit e la capacità di registrare a 4K 60p o 2K 120p (la precedente arrivava solo a FHD 120p). Ci saranno novità anche sul design scelto: sarà più compatto e meno “modulare” rispetto alla C300 Mark III. Non ci sono ancora informazioni più complete per quanto riguarda le specifiche tecniche, né immagini reali del prodotto o informazioni sul prezzo di vendita.

Fonte: fotografidigitali.it

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Sony FX6: cinepresa digitale Full Frame 4K da 409.600 ISO

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Ci è spesso capitato di dire che, sebbene abbiamo del tutto squarciato il velo che divideva fotocamere e videocamere, le mirrorless non sempre si adattano al meglio alle esigenze delle produzioni video professionali.

Sony ha una lunghissima tradizione nel mercato dei camcorder e oggi presenta un’interessante novità, la videocamera full-frame professionale E-Mount Sony FX6. Una sorellina delle cineprese digitali Venice e FX9, strettamente imparentata con Sony A7 S III. Al suo interno troviamo un sensore full-frame 4K CMOS Exmor R retroilluminato da 10,2 megapixel (praticamente il 12 megapixel di A7 tagliato in formato cinematografico), capace di spingersi fino a 409.600 ISO in modalità ISO espansa e capace alla sensibilità nominale di 800 ISO di fornire 15 stop di gamma dinamica.

FX9 in miniatura o A7S III agli steroidi?

Per raggiungere queste prestazioni il sensore è accompagnato dallo stesso processore Bionz XR che ha debuttato su A7 S III, dalla quale la nuova FX6 ‘ruba’ anche l’autofocus Fast Hybrid AF fase /contrasto a 627 punti con Real-Time Eye AF, attivabile anche quando si registra in 4K 120p.

La videocamera permette di registrare in 4K 120p / HD 240p con profondità di colore 4:2:2 a 10 bit sfruttando tutta la superficie del sensore in formato XAVC All Intra. Nel caso del formato DCI 4K 4096×2160 bisogna ‘accontentarsi’ di 60p. Offre output RAW fino a 12G-SDI e per 4K fino a 60p 16-bit SDI. Gradino d’ingresso della serie Cinema Line, la nuova Sony FX6 vuole rappresentare un modello più accessibile, ma anche più agile, con un peso inferiore ai 900 grammi.

Per meglio inserirsi all’interno dei flussi di lavoro in cui operano le sorelle maggiori la nuova FX6 offre il profilo S-Cinetone, ma anche S-Log3, S-Gamut3 e S-Gamut3.Cine. La macchina implementa anche filtri ND variabili integrati. Come detto, FX6 è dotata di un output 12G-SDI che supporta anche RAW a 16 bit, HDMI, timecode in/out, Wi-Fi integrato e registrazione audio a quattro canali (tramite interfaccia XLR, Multi-Interface Shoe e microfono stereo integrato). Il nuovo modello dispone di due slot compatibili con schede CFexpress tipo A.

Tramite il software Catalyst Browse/Prepare di Sony è possibile importare i metadati di stabilizzazione delle immagini per rendere le riprese a mano libera più stabili in post produzione. La compatibilità con l’app Content Browser Mobile fa sì che messa a fuoco, diaframma e zoom possano essere monitorati e controllati a distanza.

La nuova videocamera full-frame FX6 della gamma Cinema Line sarà disponibile da dicembre 2020 presso i rivenditori autorizzati di Sony al prezzo di 5.500€ + IVA.

Fonte: fotografidigitali.it

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Insta360 ONE X2: videocamera tascabile che riprende a 360°

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Insta360 arriva con una nuova videocamera dopo Insta360 ONE R che è sbarcata in Italia questa estate. L’ultimo modello si chiama Insta360 ONE X2 e promette prestazioni elevate, capacità di ripresa a 360° ad alta risoluzione, impermeabilità e dimensioni compatte così da poterla portare ovunque per le proprie riprese.

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Insta360 ONE X2: caratteristiche tecniche

La videocamera Insta360 ONE X2 può riprendere con diverse modalità di ripresa (quattro in totale) che comprendono: 360°, Steady Cam, InstaPano e MultiView. 360° si arriva fino a 5.7K a 25 fps oppure 4K 50 fps e 3K 100 fps. Se si vuole invece un video grandangolare ma senza la funzionalità 360° si può scegliere la modalità Steady che arriva a QHD 50 fps. Invece a livello fotografico a 360° si catturano immagini fino a 6080 x 3040 pixel (2:1) o panoramiche fino a 4320 x 1440 pixel (3:1). Le modalità impostabili invece sono Standard, HDR, Raffica, Intervallata, Scatto Notturno, PureShot e InstaPano.

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La modalità 360° a 5,7 K permette ovviamente di coprire un’ampia visione di ciò che accade intorno all’utente. Per l’elaborazione dei filmati ci si potrà invece affidare all’AI integrata nell’app oppure scegliere manualmente il risultato finale. La modalità Steady Cam punta a riprendere con un angolo di visione inferiore (ma sempre grandangolare) contando però su una maggiore stabilizzazione delle immagini. Con la modalità InstaPano si possono invece catturare panorami ottimizzando la scena che appare davanti all’obiettivo. Infine la modalità MultiView si ha la possibilità di avere due videocamere virtuali così da mostrare due scene contemporaneamente con campo di visione e ingrandimento differenziati.

In generale comunque si potrà sfruttare la stabilizzazione basata su un giroscopio a 6 assi chiamata FlowState per avere una ripresa fluida mentre PureShot punta al miglioramento della gamma dinamica anche quando c’è poca luce ambientale (riducendo il rumore).

La lunghezza focale equivalente è pari a 7.2 mm mentre l’apertura è di f/2.0. La sensibilità varia da 100 a 3200 ISO mentre il bilanciamento del bianco può essere automatico o impostato su cinque livelli. L’esposizione è data per +/- 4EV.

Le altre specifiche della videocamera

Insta360 ONE X2 è certificata IPX8 così da poter utilizzare la videocamera sott’acqua fino a 10 metri (senza case aggiuntivi). Se invece si adotta la custodia opzionale si potrà arrivare fino a 45 metri. Per chi fa immersioni potrà impiegare la modalità AcquaVision che ottimizza colori e nitidezza delle immagini.

Come già accaduto per altri modelli, attraverso l’app si può scegliere un soggetto che stia sempre all’interno dell’inquadratura. Questo consente di filmare anche con altri elementi che entrano ed escono dalla scena. Non mancano poi quattro microfoni per il supporto all’audio stereo e la riduzione del disturbo del vento. Si può anche controllare alcune funzioni attraverso comandi vocali.

L’app di Insta360, che supporta pienamente Insta360 ONE X2, permette di elaborare i filmati direttamente da dispositivo mobile. Ci sono già alcune opzioni preimpostate come Dolly Zoom, Stop Motion, Clone Trail, Shadow Clone e Ghost Town. All’interno è presente una batteria da 1630 mAh che dovrebbe garantire, secondo il produttore, un’autonomia di 80 minuti quando si utilizza la ripresa 5.7K a 30 fps. Le dimensioni sono pari a 46,2 x 113 x 29,8 mm con un peso di 149 grammi.

Insta360 ONE X2 è distribuita in Italia da Nital con un prezzo di vendita ufficiale fissato a 489,99 euro ed è disponibile sul sito ufficiale del distributore o sui siti partner.

Fonte: fotografidigitali.it

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DJI Zenmuse L1 e DJI Zenmuse P1: si punta su LiDAR e full frame per i droni professionali

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DJI Zenmuse L1 e DJI Zenmuse P1 sono le ultime due proposte presentate dal produttore cinese per quanto riguarda il mondo dei droni professionali. Secondo la società si tratta di novità importanti tanto da “cambiare le regole del gioco” puntando su efficienza e un prezzo abbordabile. Il tutto senza ridurre qualità e precisione nella raccolta dati.

Nel caso di L1, si tratta sostanzialmente di un nuovo sistema LiDAR integrabile nei droni professionali utile per rilievi, mappature e per chi è nel settore edile. Con DJI Zenmuse L1 si punta a dare uno strumento utile per rilevamenti precisi in condizioni particolari (poca luce, fitta vegetazione) o dove la fotogrammetria non può essere impiegata in maniera soddisfacente.

DJI Zenmuse L1: il sistema LiDAR evoluto per droni professionali

DJI Zenmuse L1 è la prima unità del produttore che sfrutta il modulo Livox LiDAR che unisce leggerezza e FOV di 70 °. Per catturare le immagini ci si affida a un sensore CMOS da 20 MPixel con dimensione di 1″ con otturatore meccanico e stabilizzatore a 3 assi. La precisione verticale è di 5 cm mentre quella verticale è di 10 cm.

Si possono così generare nuvole da 240 mila punti ogni secondo e arrivare a catturare zone estese fino a 2 km2 con un singolo volo, il tutto con velocità, precisione e poche complicazioni. C’è la modalità di scansione lineare o scansione non ripetitiva (i dati vengono acquisiti non lungo un piano definito ma da qualsiasi direzione).

Per garantire la possibilità di impiegare Zenmuse L1 il maggior numero di giorni possibili, il sistema è certificato IP44 e quindi riuscendo a operare anche nella nebbia o con pioggia leggera. Le dimensioni sono pari a 152 x 110 x 169 mm con un peso di 900 grammi. Non sono ancora state fornite informazioni su disponibilità precisa (arriverà a inizio 2021) e prezzi che potrebbero essere rivelati in futuro.

DJI Zenmuse Z1: sistema di fotogrammetria full frame

DJI Zenmuse P1 è una soluzione dedicata alla fotogrammetria che sfrutta un sensore full frame da 45 MPixel (pixel grandi 4,4 μm) con otturatore meccanico e basso rumore. Questo sistema è pensato per chi lavora in architettura, ingegneria, edilizia e rilievi ma che non vuole ricorrere a sistemi LiDAR, ma potendo comunque fare orto-mosaici 2D e immagini oblique per la modellazione 3D.

La parte ottica sfrutta obiettivi fissi intercambiabili con lunghezze focali di 24 mm, 35 mm e 50 mm (tutti con apertura di f/2.8) oltre a uno stabilizzatore a 3 assi. La precisione permette arrivare a 3 cm in orizzontale e 5 cm in verticale oltre a poter coprire 3 km2 in un singolo volo, riducendo così i costi operativi e il tempo necessario. Inoltre non manca la certificazione IP4X.

Non manca il sistema TimeSync 2.0 così da sincronizzare il tempo tra i moduli acquisendo dati centimetrici con posizione in tempo reale e compensazione dell’orientamento. Le dimensioni sono pari a 198 x 166 x 129 mm con un peso di 787 grammi ed è compatibile con Matrice 300 RTK. Anche in questo caso non si hanno informazioni sui prezzi mentre la disponibilità è data per l’inizio del 2021.

Fonte: fotografidigitali.it

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Ronin: la serie di gimbal si aggiorna con DJI RS 2 e DJI RSC 2

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Il produttore cinese ha annunciato l’arrivo sul mercato dei nuovi modelli di gimbal della serie Ronin: DJI RS 2 e DJI RSC 2. Secondo quanto dichiarato si tratta di dispositivi completamente rivisti per rispondere alle esigenze sempre più complesse degli utenti moderni.

La differenza principale è che DJI RS 2 è pensato per apparecchiature più complete e complesse (e pesanti) come DSLR, mirrorless con obiettivi grandi o videocamere. Invece DJI RSC 2 punta a essere utilizzabile con soluzioni più leggere (come mirrorless o fotocamere compatte) offrendo maggiore portabilità.

DJI RS 2: le caratteristiche tecniche

Il nuovo modello punta su resistenza e leggerezza grazie alla fibra di carbonio utilizzata per parte della struttura. Questo ha permesso di arrivare a un peso di 1,29 kg supportando un carico dinamico di 4,5 kg. Le dimensioni, quando completamente aperto, sono pari a 410 x 260 x 195 mm.

Nonostante la riduzione di peso, l’autonomia non è stata limitata toccando le 12 ore e non manca anche la ricarica rapida che con 15 minuti di ricarica consente di utilizzare il gimbal per due ore aggiuntive. I dati di targa parlano di 1950 mAh di capacità a 15,4V.

DJI RS 2 ha visto un ottimizzazione dell’algoritmo Titan che consente di ottenere immagini stabili e fluide anche senza interventi manuali da parte dell’operatore. Arriva anche la modalità SuperSmooth che permette di ottimizzare l’utilizzo di fotocamere con obiettivi fino a 100 mm. Sono possibili controlli sugli assi a 360° (asse X), -95° a +240° (asse Y) e inclinazione da -112° a +214°.

La struttura prevede il blocco degli assi (per il trasporto) o per il bilanciamento e la doppia piastra di montaggio è compatibile con piastre Arca Swiss che Manfrotto. Ci sono poi sistemi di regolazione come un selettore per i bilanciamenti “di fino” e un touchscreen a colori da 1,4″ che mostra i dati della fotocamera, i parametri di stabilizzazione o lo streaming delle immagini riprese. Sono supportate le connessioni Bluetooth 5.0 e USB Type-C.

DJI RSC 2: le caratteristiche tecniche

Come scritto in apertura, DJI RSC 2 punta a essere impiegabile ovunque grazie alla sua trasportabilità. Il peso è pari a 1,2 kg mentre riesce a reggere un carico dinamico di 3 kg. Come si può vedere, si perde un po’ di capacità di carico rispetto al fratello maggiore, ma del resto serviva differenziare i due prodotti.

Si è scelto in questo caso di avere un design pieghevole, utile per il trasporto senza eccessivi ingombri. Sempre in termini di flessibilità, è più semplice riprendere video in verticale (come sempre pensando a Instagram e Tik Tok).

La modalità Sling che permette di posizionare il braccio con angolazioni particolari permettendo riprese interessanti e innovative. La costruzione è poi realizzata in acciaio e alluminio conciliando durabilità e leggerezza (senza il costo della fibra di carbonio).

L’autonomia di DJI RSC 2 è garantita dalla batteria da 3400 mAh a 7,2V con una durata approssimativa di 14 ore. Supportata anche la ricarica rapida da 18 W che arriva a completamento in 2 ore.

Secondo il produttore questo modello è utilizzabile anche con mirrorless come Panasonic Lumix S1H con ottica 24-70 mm che non sono particolarmente leggeri. Anche qui c’è l’algoritmo Titan per permettere di migliorare la stabilizzazione meccanica così come il blocco degli assi e il supporto alle diverse piastre di montaggio. Presente uno schermo OLED per una gestione semplificata della fotocamera.

Nuove modalità creative

DJI RS 2 e DJI RSC 2 hanno nuove modalità creative. Questo consente agli utenti di essere più versatili nelle tipologie di riprese e dei contenuti. Ecco cosa potranno provare gli utenti che vorranno acquistare questi modelli:

  • Time Tunnel – rollio a 360° riprendendo in hyperlapse
  • Flashlight -la fotocamera viene spostata in avanti e l’utente impugna il sistema come una torcia
  • One Button Portrait – unisce Flashlight con One Button Portrait per orientare automaticamente in verticale
  • Panorami – si imposta la lunghezza focale e si sceglie zona d’inizio e di fine per avere panorami ad alta risoluzione
  • Roll 360° – unisce modalità Flashlight e ruota la fotocamera a 360°
  • TimeLapse – classica modalità di ripresa

Prezzi e disponibilità

DJI RSC 2 e DJI RS 2 saranno disponibili dal 31 Ottobre 2020. DJI RS 2 sarà disponibile al prezzo di 769 euro, la versione Combo Pro (con accessori aggiuntivi) sarà in vendita a 899 euro. DJI RSC 2 sarà disponibile a un prezzo di 429 euro, la versione Combo Pro sarà in vendita a 639 euro.

Sarà disponibile anche DJI Care Refresh così da avere una copertura completa e fino a due sostituzioni in un anno mentre con DJI Care Refresh Express si avrà una sostituzione più rapida.

Fonte: fotografidigitali.it

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