Categoria Cultura Fotografica

Fotografare una action figure di Joker con ciò che si trova in casa

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Non è la prima volta che scriviamo di “esperimenti” fatti da fotografi chiusi in casa per via del lockdown nelle loro nazioni (in passato abbiamo scritto di un rolling di una Lamborghini). In questo caso invece la protagonista è una action figure di Joker che il fotografo Arjun Menon ha voluto ambientare in un contesto particolare.

joker action figure

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Come spiegato da Menon su Instagram, l’idea gli è venuta ascoltando la canzone dei Gorillaz, Plastic Beach. Questo lo ha spinto a voler pensare a una scena nella quale Joker cade da un grattacielo senza mostrare segni di paura o rimorso.

Ma come realizzare realizzare la città sullo sfondo senza ricorrere a materiali e oggetti di scena “esotici”? Il fotografo si è ingegnato prendendo per esempio la copertura di un condizionatore e relativi filtri, sono state poi impiegate tastiere, altoparlanti Bluetooth, componenti di PC e stampi per cubetti di ghiaccio. Il tutto poi è stato illuminato con LED con luce soffusa per mostrare una città cupa ma che mettesse in risalto la figura del Joker.

Sulla città c’è poi una coltre di neve che è stata realizzata con crema da barba e farina di mais mentre la neve che sta cadendo dal cielo è lacca per capelli scattando con il flash. Una realizzazione a basso costo, ma molto fantasiosa e decisamente interessante anche dal punto di vista della riuscita. Un modo come un altro per passare il tempo durante l’emergenza sanitaria.

Fonte: fotografidigitali.it

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Sony punterà sui sensori con AI e su quelli per smartphone nel 2020

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In un mercato già non propriamente brillante da tempo (ci riferiamo a quello delle fotocamere), COVID-19 non ha certo aiutato. Per questo non desta particolare sorpresa un comunicato ufficiale da parte di Sony per la propria strategia del 2020.

Guardando in particolare alla divisione che Sony chiama Imaging & Sensing Solutions troviamo alcune informazioni interessanti per quanto riguarda quelli che saranno i business sui quali punterà principalmente il produttore nipponico.

sensori fotografici

Lo scopo principale è quello di mantenere la prima posizione per la parte di imaging mentre di guadagnare ulteriore mercato per quella dedicata ai sensori. Questo significherà quindi puntare a contrastare la concorrenza nel settore delle fotocamere ma non solo.

Uno dei settori dove Sony continuerà a investire sarà quella dei sensori sia per “connettere le persone” che per “supportare le persone”. Ma non solo sensori fotografici per smartphone (dove già è tra le principali società) ma anche per la parte di automotive. In particolare questo settore dovrebbe crescere nel lungo periodo fornendo però interessanti margini.

Inoltre ci sarà sempre una maggiore integrazione di nuovi elementi all’interno dei sensori d’immagine. Solo pochi giorni fa Sony ha lanciato i nuovi sensori IMX500 e IMX501 che uniscono le capacità di catturare le immagini a quella di analizzarle attraverso l’intelligenza artificiale.

In futuro questo genere di sensori fotografici diventerà sempre più comune sia per gli smartphone ma anche per fotocamere industriali e potenzialmente anche sulle fotocamere. Basterà a dare una svolta positiva alla società (anche grazie agli altri business)?

Fonte: fotografidigitali.it

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I sensori Sony IMX500 e IMX501 puntano sull’AI per la gestione delle informazioni

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Come scritto in altre occasioni, la divisione dedicata ai sensori d’immagine di Sony è molto importante sia per la società sia per i relativi partner. Ora proprio questa divisione ha annunciato l’arrivo di due nuovi sensori d’immagine, codice Sony IMX500 e IMX501 che integrano al loro interno funzionalità di Intelligenza Artificiale (AI).

sony IMX500

I vantaggi dell’AI sul sensore secondo Sony

Grazie a Sony IMX500 e IMX501 sarà quindi possibile evitare di elaborare l’immagine a valle del sensore d’immagine, ma sarà quest’ultimo che potrà estrapolare automaticamente tutte le informazioni utili. Si tratta di un modo per ottimizzare il flusso di dati per esempio quando abbinati a servizi cloud per l’elaborazione. I vantaggi sono anche una ridotta latenza, maggiore tutela della privacy e riduzione di costi di trasmissione e consumi energetici.

I due modelli, Sony IMX500 e IMX501, potranno essere impiegati sia in campo consumer che in quello industriale per la realizzazione di fotocamere con capacità evolute aprendo nuovi scenari. Questi nuovi modelli sfruttano una struttura “a strati” dove troviamo nella zona superiore il sensore d’immagine e nella zona inferiore un processore di elaborazione delle immagini e della memoria aggiuntiva.

Secondo quanto riportato da Sony, il sensore può inviare i metadati al posto dell’immagine vera e propria riducendo così la quantità di informazioni in uscita (e tutelando la privacy dei soggetti inquadrati). Sono comunque disponibili anche altre funzionalità come il tracking degli oggetti in tempo reale lasciando gestire all’AI integrata le informazioni.

Sarà possibile integrare i nuovi Sony IMX500 e IMX501 sia in soluzioni come smartphone ma anche in fotocamere per la sorveglianza oppure per l’analisi di oggetti o situazioni. Il tutto grazie alla parte di Intelligenza Artificiale che sarà modificabile dall’utente in base al contesto.

Le caratteristiche tecniche dei Sony IMX500 e IMX501

Le caratteristiche tecniche del sensore Sony IMX500 comprendono una risoluzione di 12,3 MPixel effettivi su una superficie di 1/2,3″ con pixel da 1,55 μm. Sarà possibile catturare filmati fino a una risoluzione di 4K a 60 fps oppure FHD a 240 fps. Quando si utilizzerà l’AI integrata invece ci sarà il limite a 30 fps e non mancano ovviamente funzionalità come l’HDR.

Per quanto riguarda invece Sony IMX501, quest’ultimo comprende non solo il sensore ma anche un packaging in ceramica (LGA) che semplifica l’integrazione all’interno dei dispositivi per i partner di Sony. Le caratteristiche tecniche generali invece rimangono invariate.

Stando a quanto riportato da Sony, il primo a essere disponibile ai partner è l’IMX500 che ha visto le prime consegne nel mese di Aprile 2020, mentre la versione IMX501 sarà disponibile da Giugno 2020.

Fonte: fotografidigitali.it

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Canon ha aderito alla COVID-19 Countermeasure Declaration

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Canon ha annunciato di aver aderito (anche come membro fondatore) alla COVID-19 Countermeasure Declaration. Cosa significa e quali conseguenze avrà questa scelta? Il produttore nipponico si impegna così non far valere i propri diritti di proprietà intellettuale quando si tratta di sviluppo, produzione o di altre attività il cui scopo è fermare la diffusione di COVID-19.

Canon COVID-19 Countermeasure Declaration

Si tratta di un modo di contribuire alla salute pubblica togliendo le barriere che potrebbero fermare lo sviluppo tecnologico e medico. Ricordiamo per esempio che Canon Medical, divisione della società principale, ha realizzato un test diagnostico dedicato proprio alla rilevazione di Sars-CoV-2 (il virus responsabile della malattia COVID-19).

Nel comunicato stampa, la società afferma che “è perentorio che le imprese, il governo e il mondo accademico superino le barriere esistenti e uniscano le forze, liberi dalle consuetudini consolidate, per poter accelerare lo sviluppo e la produzione di farmaci terapeutici, vaccini, dispositivi medici e prodotti per il controllo delle infezioni”.

Questo permetterà di ridurre le tempistiche per lo sviluppo di contromisure per COVID-19 non avendo più la necessità di analisi dei diritti di proprietà intellettuale.

L’idea è partita dal professor Fumihiko Matsuda dell’Università di Kyoto e dalla stessa Canon. Sul sito ufficiale dell’iniziativa è possibile leggere le altre aziende che fanno parte dell’accordo e anche iscrivere la propria società. Oltre a Canon troviamo anche nomi noti come Nikon, Honda, Nissan, Toyota, Yahoo! Japan, Mitsubishi Electric, Konica Minolta e altri brand.

Fonte: fotografidigitali.it

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Premio Canon Giovani Fotografi: ci si potrà iscrivere fino al 30 Maggio

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Abbiamo già scritto in passato del concorso Premio Canon Giovani Fotografi che avrebbe dovuto chiudere le iscrizioni il 22 Aprile 2020. Ma visto il periodo certamente non positivo e il numero dei candidati all’edizione 2020 che potrebbe battere quello delle edizioni precedenti, la società ha deciso di prorogare la possibilità di candidarsi.

premio canon giovani fotografi 2020

Prorogate le iscrizioni fino a fine mese!

Premio Canon Giovani Fotografi chiuderà le iscrizioni al 30 Maggio 2020 (c’è ancora tempo quindi per gli aspiranti partecipanti). La società nipponica sottolinea inoltre l’interesse per la categoria studenti (di età compresa tra i 18 e i 27 anni) che è stata introdotta proprio durante questa edizione. Un modo di farsi conoscere già dai primi passi.

La tematica rimane la stessa già annunciata “raccontaci una storia”. I concorrenti dovranno avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni (al momento dell’iscrizione) e dovranno anche essere residenti o domiciliati in Italia. Ci si potrà iscrivere a una delle due categorie, Giovani Fotografi o Studenti, ma l’iscrizione a una esclude l’altra.

Ricordiamo poi che per l’edizione 2020 di Premio Canon Giovani Fotografi è stata scelta una partnership con WeWorld Onlus. Questo darà la possibilità di realizzare tre reportage fotografici per i primi tre classificati in Giovani Fotografi. Questo permetterà di documentare i progetti dell’associazione nei paesi in via di sviluppo.

Fonte: fotografidigitali.it

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All About Photo Awards: i nomi dei vincitori e le loro fotografie

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Il sito All About Photo ha annunciato i vincitori del concorso fotografico All About Photo Awards 2020. Si tratta della quinta edizione di questo contest con fotografi da tutto il Mondo che hanno partecipato per aggiudicarsi fama e premi in denaro. Tra i nomi dei vincitori o con menzione d’onore troviamo anche due italiani.

All About Photo Awards 2020

I vincitori dei All About Photo Awards 2020

A vincere il premio di 5000 dollari è stata Monica Denevan (USA) con la sua fotografia in bianco e nero dal titolo “Across the river, Burma” che mostra un giovane che conduce una barca su un fiume nel Myanmar (Birmania). Al secondo posto invece troviamo Gabriele Galimberti (il primo tra gli italiani) con una fotografia a colori dal titolo “Florida” che mette in risalto il problema della circolazione delle armi nelle famiglie statunitensi (in quella zona si parla di 120,5 armi registrate ogni 100 persone). Galimberti si è aggiudicato il premio da 2000 dollari.

Rebecca Moseman (USA) ha vinto il terzo premio di 1500 dollari con la fotografia in bianco e nero dal titolo “Philomena” che racconta la vita degli immigrati irlandesi. Al quarto posto si è posizionata Nadia De Lange (Svizzera) con la fotografia in bianco e nero dal titolo “Sustenance 4” che mostra il fenomeno delle nuvole che dall’oceano si spostano sul deserto del Namib portando prosperità là dove solitamente c’è solo sabbia. De Lange ha ricevuto un premio di 1000 dollari.

Nicole Cambre (Belgio) ha vinto con la fotografia in bianco e nero “Jump of the wildebeest” che mostra la migrazione degli gnu nel parco nazionale del Serengeti (in Tanzania). In particolare la fotografa si è concentrata su un esemplare che ha “saltato la fila” scegliendo una via più pericolosa. Cambre ha vinto un premio di 500 dollari.

Le menzioni d’onore

  • Marcel Van Balken (Paesi Bassi) dal titolo di “Polarbearpet” che punta sul cambiamento climatico e sull’impatto che ha sulla fauna (in particolare gli orsi polari).
  • Kosuke Kitajima (Giappone) ha invece scattato la fotografia che mostra due scimmie che si scaldano in una pozza d’acqua calda con la prima che ha un’espressione molto umana.
  • Jennifer Garza Cuen (USA) che ritrae un televisore dove c’è un’immagine di una persona a cavallo in una stanza dove, alle pareti, troviamo trofei di caccia.
  • Alain Schroeder (Belgio) ha catturato la fotografia dal titolo “Saving Orangutans 72” che mostra il veterinario Pandu mentre attraversa il fiume Krueng Aceh con una femmina di Orango sulle spalle per il suo rilascio in natura.
  • Francisco Diaz & Deb Young (USA) hanno scattato la fotografia dal titolo “The Sack Race 1” che è inserita all’interno di una serie più ampia dedicata ai giochi dei bambini/ragazzi.
  • Hardijanto Budiman (Indonesia) che ha catturato la fotografia “Windows Of Our Soul” come omaggio al surrealismo. 
  • Beverly Conley (USA) ha invece scattato la fotografia dal titolo “Woman Plucking a Chicken”, una serie di scatti che riprende la vita nella zona dei monti Ozark in Arkansas.
  • Lynzy Billing (Filippine) ha catturato la fotografia “Buried Justice” che mostra il corpo di Ferdinand Santos in una posizione simile a un Cristo capovolto immerso nel fiume Pasig a Manila dove il presidente ha ucciso migliaia di persone sospettate di essere collegate al traffico di droga.
  • Rory Doyle (USA) ha presentato la fotografia “Newest Cowboy in Town” che mostra un neonato nelle braccia del padre. Si tratta di un progetto per mostrare le condizioni di vita dei cowboy e cowgirl afroamericani che vivono nel delta del Mississippi.
  • Peyman Naderi (Iran) ha scattato la fotografia “Portrait of Lorca” dove c’è un ritratto di una ragazza con abiti di epoche passate che l’hanno affascinata.
  • Azim Khan Ronnie (Bangladesh) ha presentato la fotografia “Making soy sauce” che mostra la produzione di salsa di soia in un villaggio del Vietnam fondato oltre 400 anni fa.
  • Xiangli Zhang (Cina) ha scattato la fotografia dal titolo “Happy dancer” dove vengono mostrati balli tradizionali di una tribù africana.
  • Elena Paraskeva (Cipro) ha presentato la fotografia “The lost swimmer” dove vengono esaltati i colori sgargianti in una piscina dai contorni surreali.
  • Anne Berry (USA) ha presentato una fotografia in bianco e nero dal titolo “Donkey Parade”.
  • Donell gumiran (UAE) ha scattato la fotografia dal titolo “The Story Teller” mostra alcune persone appartenenti alla tribù Kara che può contare su circa 1000 individui che si trovano sulle sponde del fiume Omo in Etiopia.
  • Tomas Neuwirth (Repubblica Ceca) ha catturato la fotografia dal titolo “Cemetery” che mostra un piccolo cimitero, immerso nella neve, in Repubblica Ceca.
  • Margaret McCarthy (USA) ha mostrato la fotografia dal titolo “2020 Women’s March, New York City” che mostra la marcia contro la violenza sulle donne nella città statunitense.
  • Zay Yar Lin (Myanmar) ha presentato la fotografia “Inheritor of Eagle Hunting” che mostra degli anziani che addrestrano bambini alla caccia con le aquile nella zona di Bayan Olgii (dove si possono contare fino a 250 persone che utilizzano questa pratica).
  • Pham Huy Trung (Vietnam) ha presentato la fotografia dal titolo “Waterlilies harvesting” dove degli agricoltori stanno impacchettando alcune ninfee da spedire al mercato centrale.
  • Jo Ann Chaus (USA) ha presentato una fotografia a colori senza titolo.
  • Brooke Shaden (USA) ha presentato la fotografia dal titolo “Reflection: Departed” con la cornice che rappresenta il nostro pensiero verso noi stessi dentro il quale scompariamo.
  • Dotan Saguy (USA) ha catturato “Hello Sunshine” che mostra Jenna, madre single e disabile mentre guarda due boa affidati a lei da un artista di strada che non conosce.
  • Matthew Portch (Australia) ha catturato la fotografia dal titolo “The Wall Frame, Arizona”.
  • Andre Fonseca (USA) ha scattato la fotografia “Perfect Binding” dove viene inquadrata una donna con il suo gatto per le strade di Los Angeles. Lo scatto è stato fatto “al volo” mentre il gatto sembrava voler nascondere la faccia della proprietaria mostrando un legame unico tra essere umano e animale.
  • Kohei Ueno (Giappone) ha catturato la fotografia “The Now” che mostra un apneista sudafricano che tenta di arrivare alla profondità di 64 metri per il record nazionale.
  • Amos Chapple (Repubblica Ceca) ha scattato “The Polar Night” che mostra quella che sembra una notte fredda quando in realtà sono le 14:25 del pomeriggio a Murmansk in Russia.
  • Go Nakamura (USA) ha catturato “in the fog of teargas” che mostra dei manifestanti a Hong Kong durante le proteste del Settembre 2019 quando sono stati impiegati gas lacrimogeni da parte della polizia per tentare di ristabilire l’ordine.
  • Tony Law (Australia) ha scattato la fotografia “Break Away” che mostra la caduta di un uomo durante un rodeo a Taralga.
  • Yoni Blau (Israele) ha invece catturato lo sguardo di una donna che fa parte della tribù Suri nell’Etiopia meridionale.
  • Svetlin Yosifov (Bulgaria) ha scattato la fotografia in bianco e nero dal titolo “Woman Mursi” che mostra un esponente della tribù dei Mursi in Etiopia.
  • Anuar Patjane (Messico) ha catturato la fotografia “Eye sea” che mostra un sommozzatore mentre si trova all’interno di un banco di pesci nel Parco Nazionale Cabo Pulmo.
  • Francesco Pace Rizzi (il secondo italiano nella lista) ha scattato la fotografia dal titolo “Beyond the Wall” che ha voluto omaggiare uno dei maestri della fotografia Henri Cartier Bresson. In particolare le fotografie scattate tra gli anni ’50 e ’70 in Basilicata ispirando generazioni di fotografi (compreso Pace Rizzi).
  • Chin Leong Teo (Giappone) ha fotografato una Rhacophorus nigropalmatus o rana volante di Wallace che con i suoi colori sgargianti permette di realizzare fotografie d’impatto.
  • Mustafa AbdulHadi (Bahrain) ha scattato la fotografia dal titolo “Step by step” che riprende lo spettacolo culturale delle popolazioni Naxi, Yi, e Bai realizzato dal regista Zhang Yimou. Uno spettacolo che punta a utilizzare anche il terreno circostante, come la montagna che fa da fondale.

Fonte: fotografidigitali.it

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La fotocamera sviluppata dal Caltech è la più veloce del Mondo!

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Non si tratta di un prodotto commerciale, ma è il frutto della ricerca e sviluppo dal California Institute of Technology (Caltech). È la nuova fotocamera che promette prestazioni da primato e utilizzabile nel campo della ricerca più che per l’ambito consumer con applicazioni che sono tutte da scoprire, anche secondo chi l’ha ideata.

fotocamera caltech

Questo nuovo prodigio dell’ingegneria è merito di Lihong Wang (professore di ingegneria medica e ingegneria elettrica), Peng Wang e Jinyang Liang. Le prestazioni di questa fotocamera sono elevatissime: si riesce ad arrivare a 70 bilioni di fotogrammi per secondo. Si tratta di riuscire a catturare 70.000.000.000.000 oppure, più semplicemente, 7 x 1013 immagini (anche se non bisogna associarle alle classiche fotografie che siamo abituati a scattare, condividere o immaginare).

La fotocamera da 70 bilioni di fps

La fotocamera si basa sulla tecnologia che ha l’acronimo di CUSP o per esteso fotografia spettrale ultraveloce compressa. In precedenza sempre Wang aveva realizzato un altro modello basato sulla tecnologia pCUP che però riusciva ad arrivare “solamente” a 1 bilione di fotogrammi (pari a 1012).

fotocamera caltech

Come funziona? Ovviamente niente di semplice e niente di simile alle classifiche fotocamere: un laser emette degli impulsi molto brevi della durata di un femtosecondo. A questo fascio di luce laser si associano una serie di ottiche e specchi complessi che riducono ulteriormente gli impulsi luminosi che poi possono creare l’immagine definitiva nella fotocamera. Con questo metodo è anche possibile acquisire informazioni su quattro dimensioni (4D) con un singolo scatto.

caltech

Comparazione tra T-CUP, Pump-Probe e CUSP (quello impiegato dalla fotocamera della notizia)

Ovviamente non si utilizzerà questa nuova fotocamera per i selfie. Il suo scopo, secondo l’ideatore è di puntare alla fisica fondamentale, propagazione delle onde elettromagnetiche, fusione nucleare, decadimento fluorescente delle molecole biologiche. A differenza del metodo pump-probe (o eccitazione e verifica), il metodo CUSP può essere impiegato per raccogliere immagini in tempo reale e quindi non necessariamente di fenomeni ripetibili.

fotocamera ultraveloce

Il lavoro di Wang e degli altri ricercatori è stato inserito in un articolo su Nature Communications dove è possibile trovare altri dettagli sulla tecnologia impiegata e sul suo impiego e sviluppo in particolare per capire l’evoluzione della fluorescenza e la relazione tra la concentrazione di fluorofori e la loro persistenza ad alte concentrazioni.

Fonte: fotografidigitali.it

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La splendida fotografia della ISS che passa davanti al Sole

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È da poco passato il 4 Maggio (giornata dove si celebra Star Wars col motto may the fourth be with you) e la fotografia catturata dal fotografo Mack Murdoc potrebbe essere perfetta. Infatti la ISS che si staglia davanti al Sole ricorda vagamente le forme di un TIE fighter, associazione già fatta in passato.

Non è la prima volta che un fotografo cattura il transito della ISS davanti a un corpo celeste: si sono già viste fotografie della Stazione Spaziale Internazionale che transita davanti alla Luna o anche davanti al Sole. Ma è sempre uno spettacolo da vedere.

Come “catturare” la ISS in volo

Mack Murdoc ha raccontato parte dell’avventura che lo ha portato a catturare questa fotografia sul suo account Instagram. Il fotografo ha infatti progettato di catturare il passaggio della ISS, un evento che dura circa 0,2″, dopo averlo progettato e dopo aver guidato un’ora nel deserto.

Un passaggio veloce davanti al Sole e la possibilità di sbagliare qualcosa e di perdere il momento: bisognava stare molto attenti. Una volta calcolato quando la ISS sarebbe passata davanti al Sole è stato necessario trovare la giusta posizione (errore tollerato di circa 500 metri) per fare in modo che i due elementi fossero correttamente posizionati.

iss sole

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Murdoc racconta anche i momenti frenetici ed entusiasmanti prima del passaggio: un conto alla rovescia e poi gli scatti in sequenza (anche un po’ prima e un po’ dopo per essere sicuri). E così sul computer si può vedere apparire la ISS e dietro la nostra Stella che appare in tutta la sua splendente bellezza.

Per quanto riguarda l’attrezzatura, la fotocamera utilizzata è una ZWO ASI120 mentre il telescopio è un Solarmax II 90MM con una lunghezza focale complessiva di 800 mm montato su un cavalletto motorizzato Orion Atlas EQ-G⁠. Per catturare le immagini è stato poi impiegato il software SharpCap mentre per unire i vari scatti (stacking) è stato impiegato AutoStrakker e infine c’è stato dell’editing con Adobe Photoshop.

Sempre Murdoc aveva pubblicato un video della ISS che passa davanti alla Luna catturato a Novembre 2019. Si può notare la velocità con la quale la Stazione Spaziale Internazionale attraversa il campo di ripresa e le difficoltà dell’operazione. In questo caso è stata impiegata una reflex Canon EOS 60D con un telescopio ED127 CF, apertura di f/7.5, 1600 ISO, 1/2000″ come tempo di esposizione per circa 2,5″.

Fonte: fotografidigitali.it

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Fotografare automobili: il rolling si fa anche in casa, al tempo del lockdown

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Sono tempi duri in questa pandemia un po’ per tutti. Anche i fotografi (professionisti e non) ne hanno risentito e, pur potendosi inventare qualche escamotage, non è facile passare i giorni. Se poi si vogliono fotografare automobili le cose si fanno ancora più complesse.

lamborghini huracan fotografie

Molti noti fotografi nel campo automotive stanno riproponendo sui social vecchie fotografie non potendo organizzare nuove sessioni per fotografare, considerando anche che molti eventi sono stati posticipati o cancellati (per esempio il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este o quello di Palm Beach).

Kunal Kelkar, di The Autofocus, in questo periodo avrebbe dovuto essere in Spagna e poi in Italia per realizzare alcune sessioni fotografiche, anche con la collaborazione di Lamborghini, ma il lockdown in India per l’emergenza sanitaria dovuta al COVID-19 ha scombinato i suoi piani.

lamborghini fotografie

Il fotografo e videomaker non si è però arreso a questa “piccola” difficoltà realizzando qualcosa di particolare: una sessione di rolling in casa sfruttando quello che era facilmente reperibile tra le mura domestiche (oltre a una gestione della fase di scatto e delle post-produzione). Un vero e proprio shooting, senza uscire in strada.

Fotografare automobili, in casa!

Sul suo account Instagram, Kelkar ha mostrato le fotografie realizzate a una Lamborghini Huracán in scala 1:18 realizzata da Bburago che però sembrano scattate a un’automobile vera in un contesto particolare: una notte di pioggia in un circuito. Il tutto giocando con luci, acqua e un tapis roulant per simulare una sessione fotografica con la tecnica del rolling.

lamborghini supercars

Certo, la scelta di fotografare l’automobile in un contesto con luci basse e uno sfondo non visibile con un’automobile dal colore sgargiante ha semplificato il tutto, ma il risultato è comunque sorprendente (tanto da diventare virale).

La serie di fotografie ha come titolo di “The Art of Racing in the Rain” e sfrutta diversi elementi tra i quali una rete da pin-pong per creare i bordi della strada (era posizionato solo su un lato, ma è stato “copiato” in post produzione anche sull’altro) e una corda legata nella zona anteriore della Lamborghini Huracán per tenerla in posizione.

Anche l’illuminazione è stata fondamentale in questa sessione fotografica: sono stati impiegati due faretti Profoto B10, due faretti Lume Cube e due lampade LED RGB Yongnuo YN360 (marca nota anche per obiettivi e accessori) e The Pixelstick. La macchina fotografica impiegata invece è una Fujifilm X-T3 con un’ottica XF 16-55mm f/2.8 R LM WR attaccati a un treppiede Vanguard.

lamborghini supercar

Gli scatti frontali dal lato guida sono un totale di tre esposizioni differenti e per aumentare il “senso di velocità” è stata impiegata una lunga esposizione muovendo una lampada a LED sullo sfondo. Per le fotografie frontale e posteriore invece sono state impiegate due esposizioni. Unica nota negativa di Kelkar? Avrebbe preferito impiegare una Lamborghini Miura come soggetto degli scatti, rimanendo sempre all’interno del portafoglio del brand di Sant’Agata Bolognese (in questo caso avrebbe potuto chiedere a Fabian Oefner che aveva realizzato qualcosa di simile a uno scatto di un modellino, utilizzando però una vera Miura).

Fonte: fotografidigitali.it

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