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Fotografia istantanea, due filosofie a confronto: Polaroid Now e Fuijifilm Instax Mini LiPlay

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La storia della fotografia è fatta di piccole rivoluzioni. Le più importanti sono certamente quelle che ne hanno ‘democratizzato’ l’uso e portato più persone ad avvicinarsi alla fotografia. L’invenzione della fotocamera portatile, da parte di Oskar Barnack, è certamente una di queste (a proposito, sapete perché il classico rullino 35mm ha 36 pose? Trovate la risposta in questo articolo su Barnack e Leica). Poche invenzioni hanno avuto sulla cultura di massa però l’influenza dell’invenzione della fotografia istantanea, quella che permette di vedere la foto scattata pochi minuti dopo la ripresa, senza dover attendere le complesse operazioni dello sviluppo in camera oscura. Una cosa che alle nuove generazioni appare scontata, abituate alla fotografia digitale e alla possibiltà di vedere subito il risultato sullo schermo dello smartphone o della fotocamera digitale.

Bombardati da file digitali e immateriali, i giovani e i bambini di oggi sono molto attirati dalle fotografie che si possono anche toccare. Provate a regalare a un bambino un fotolibro con le foto dei viaggi e dei momenti in famiglia e lo vedrete scorrere le pagine ogni volta con meraviglia. Provate poi a scattare una foto con una fotocamera istantanea, con la stampa che viene ‘sputata’ fuori dalla macchina appena dopo il click: l’effetto ‘Wow‘ è sempre assicurato. Molte tecnologie si sono rincorse negli ultimi anni nel settore della fotografia istantanea, da un lato per correre ai ripari per la scomparsa di alcuni dei vecchi supporti a sviluppo istantaneo (per le limitazioni di carattere ambientale ad alcuni reagenti) sia per cercare di intersecare fotografia digitale e sviluppo istantaneo.

La storica Polaroid è arrivata con il fiato corto alla rinascita della fotografia istantanea, anzi ci era arrivata del tutto senza fiato, gettando la spugna prima che i tempi fossero nuovamente maturi. Fujifilm, che aveva le spalle ben più grosse, è invece a farne un segmento di successo, in grado in alcuni momenti di venire in aiuto al budget di altre divisioni in difficoltà.

Dal lato suo Polaroid è rinata per la testardaggine di alcuni dei suoi ultimi lavoratori, dapprima nella forma di Impossible Project, che è poi cresciuto a tal punto da riprendere il controllo del marchio Polaroid. Polaroid Originals, con Polaroid Now sono il frutto di questo ricongiungimento e marchio e primo prodotto del nuovo corso.

Polaroid e Fujifilm oggi portano avanti una strategia duale, fatta da un lato di prodotti tradizionali a pellicola a sviluppo istantaneo e dall’altro da prodotti di stampa istantenea che permettono di materializzare in pochi secondi gli scatti digitali. Due filosofie che intercettano esigenze diverse e in questo articolo cercheremo di vedere quali.

Polaroid Now – La Polaroid di una volta

Polaroid Now lascia apparentemente poco spazio alla modernità. Figlia del DNA Polaroid è una fotocamera analogica a sviluppo istantaneo. Rilegge però la tradizione in chiave moderna, cercando di introdurre alcune delle innovazioni a cui tutti ormai siamo abituati, in primis autofocus ed esposizione automatica, oltre a una comoda porta USB per la ricarica (la batteria non è più nelle pellicole come una volta), che permette di scattare 15 pellicole con una singola carica, accessibile dal caricatore dello smartphone. Riporta in vita la tradizionale esperienza di scatto Polaroid. si punta, si scatta, si attende con una certa emozione il lento svelarsi della foto sulla pellicola, con la soddisfazione (o delusione) finale che si dipana assieme allo sviluppo della foto.

Fujifilm Instax Mini LiPlay – Istantanea digitale con audio

Fujifilm Instax Mini LiPlay è al contrario il massimo dell’ibridazione. Nasce dall’unione tra una fotocamera digitale con sensore CMOS da 1/5″ e risoluzione di 2560 x 1920 pixel e una stampante a pellicole istantanee. Aggiunge però anche un microfono per ‘stampare’ l’audio nelle fotografie (sotto forma di QR code che rimanda a un link sul web dove l’audio è memorizzato) e uno slot MicroSD. Permette di scattare anche a distanza di tempo dallo scatto e di selezionare gli scatti non buoni e da buttare per evitare di sprecare pellicola inutile. Inoltre può connettersi allo smartphone e fungere da stampante per le foto scattate con il telefonino.

Fotografia istantanea, ma diverse filosofie

Siamo quindi di fronte a due filosofie diametralmente opposte, la prima che affonda le radici nella tradizione e lì si ferma, la seconda che invece cerca di declinare la fotografia istantanea in chiave più moderna.

Da utente ormai abituato a scattare in digitale da molti anni, devo ammettere che il primo approccio è quello che inizialmente mi ha più intrigato, ma che si è rivelato poi meno adatto alla vita di tutti i giorni. Visto anche il costo delle pellicole (16 euro per 8 fogli per la Polaroid e poco più di 10 euro per 10 fogli per Instax Mini), ogni scatto sbagliato si fa sentire sul portafoglio ed è una cosa a cui bisogna riabituarsi. Inoltre serve un po’ di esperienza per familiarizzare con la sensibilità della pellicola (unita all’apertura non elevata dell’ottica): laddove in digitale è oggi facile portare a casa uno scatto, il risultato a pellicola non è sempre garantito. Può venire in aiuto il flash integrato di Polaroid Now, ma non ha una grande gittata e il sistema di esposizione automatica non sempre lo gestisce al meglio.

Molto più facile, anche se meno romantico, l’utilizzo della Instax, che scatta in digitale e permette di valutare la resa dello scatto prima di mandarlo in stampa. Inoltre la fotocamera mette a disposizione il classico strumento di compensazione dell’esposizione automatica, per compensare eventuali errori di lettura e un piccolo LED viene in aiuto nelle situazioni in cui la luce è scarsa. In perfetto stile post-Instagram, la fotocamera Fujifilm mette a disposizione una serie di filtri per modificare le immagini, oltre a diverse cornici.

Instax Mini LiPlay, come dice anche il nome, gioca molto sulla compattezza, risultando tra le più ‘tascabili’ nel novero delle fotocamere istantanee, mentre Polaroid Now ha le dimensioni delle sorelle maggiori degli anni che furono. Per restare piccola e compatta la proposta Fujifilm utilizza le pellicole Instax Mini, che, come di nuovo dice il nome, hanno un formato particolarmente ridotto, con un fotogramma in dimensioni di 46×62 millimetri, mentre l’area dell’immagine delle Polaroid è decisamente più ampia: 79×79 millimetri. In casa Fujifilm ci sono anche formati più ampi, con le pellicole Square da 62x62mm e Wide da 99x62mm, che richiedono l’utilizzo di altri corpi macchina. Sia per Polaroid sia per Instax sono disponibili diversi tipi di cornice, dalle più classiche a quelle colorate o ornate di vari motivi grafici.

Instant Camera, quale scegliere?

Molti si potrebbero fare la domanda ‘Instant Camera, perché sceglierla‘ con tono un po’ sarcastico, ma in realtà oggigiorno, sebbene l’istante sia più spesso catturato e condiviso tramite gli smartphone, le macchine fotografiche con pellicole a sviluppo istantaneo possono avere ancora senso. Hanno senso perché stimolano più sensi. Perdonerete il gioco di parole, ma una fotografia osservata sullo schermo di un cellulare non ha la stessa esperienza sensoriale di una stampata e maneggiata, magari di cui si è anche osservato con trepidazione il processo di sviluppo. In questo senso Polaroid Now è molto più tradizionalista ed emozionale e regala ancora quella trepidazione al chiedersi ‘Chissà com’è venuta la foto‘ tipica dello scatto a pellicola in generale. Il fatto di avere degli scatti “costosi” può anche portare ad un approccio più ponderato contro la bulimia da click propria del mondo digitale e risultare, anche per fotografi ‘navigati’ propedeutico a scatti più ragionati, e quindi a risultati migliori in generale.

Fujifilm Instax Mini LiPlay è invece un ponte verso una modernità più ibrida, dove lo scatto è digitale, può essere rivisto, scelto, modificato e poi stampato. In questo senso è molto simile all’accoppiata tra uno smartphone e una stampante istantanea, prodotto che entrambi i marchi mettono a disposizione. In realtà la fotocamera ujifilm Instax Mini LiPlay può essere utilizzata in modo duale in quanto una volta connessa allo smartphone è in grado di stampare le fotografie riprese con il telefonino. Viste le prestazioni degli attuali smartphone, con moduli molto più evoluti di quelli della piccola Fuji e in grado di accedere alla ‘fotografia computazionale’ con risultati notturni strabilianti, è una caratteristica da non sottovalutare.

In chiusura un consiglio: che sia istantanea, uscita da una stampante o mandata a stampare presso un laboratorio, stampate le vostre foto. Non c’è nulla di più bello di trovare una vecchia foto in fondo a un cassetto e lasciarsi trasportare dai ricordi. Tra 15/20 anni potreste anche ritrovare un vecchio smartphone in fondo a un cassetto, con migliaia di foto e ricordi, ma accenderlo potrebbe essere un’impresa.

Fonte: fotografidigitali.it

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Fujifilm instax SQUARE SQ1 con pellicole istantanee più grandi

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Fujifilm instax SQUARE SQ1 è il nuovo modello dell’apprezzata gamma di fotocamere istantanee realizzata dal produttore nipponico. Non cambia l’idea di base di questo genere di soluzioni puntando sulla semplicità d’uso e su uno stile “giocoso”.

fujifilm

Rispetto ai modelli della linea mini, nel caso della Fujifilm instax SQUARE SQ1 le stampe istantanee sono 1,5 volte più grandi. Per renderne semplice l’utilizzo anche agli utenti meno esperti troviamo l’esposizione automatica e la modalità One-Touch Selfie.

La prima permette di rilevare la luminosità ambientale automaticamente quando si preme il pulsante di scatto ottimizzando la velocità dell’otturatore e la potenza del flash senza che l’utente intervenga. La seconda permette di scattare selfie semplicemente con il piccolo specchio incorporato nel corpo macchina e con le regolazioni della messa a fuoco e dell’esposizione dedicate allo scatto ravvicinato. Il tutto con un solo click.

Le caratteristiche tecniche riportano una messa a fuoco da 30 cm a infinito (o da 30 cm a 50 cm in modalità selfie). La velocità dell’otturatore varia da 1,6″ a 1/400″ mentre lo sviluppo della pellicola avviene in circa 90″. Le dimensioni del corpo macchina sono di 130,7 x 118,6 x 57,5 mm con un peso di 390 grammi. Le dimensioni della parte effettivamente visibile della pellicola sono di 62 x 62 mm.

Con il lancio di Fujifilm instax SQUARE SQ1 sono state annunciate anche due nuove pellicole istantanee: instax SQUARE Rainbow (che ha bordi con diverse gradazioni di colore) e instax SQUARE Monochrome. Questo permette di ampliare la versatilità e la creatività di una soluzione che rimane comunque minimalista e semplice.

La disponibilità della nuova fotocamera istantanea è data per il 30 Settembre 2020. Sarà disponibile nelle colorazioni Terracotta Orange, Glacier Blue e Chalk White con un prezzo di 129,99 euro. Invece le nuove pellicole avranno un prezzo di 10,99 euro (Rainbow) e 11,99 euro (Monochrome).

Fonte: fotografidigitali.it

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Canon PowerShot Zoom: da prototipo al crowdfunding in un anno

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Durante la fiera nipponica CP+ 2019 venne mostrato in forma di prototipo: a quasi un anno di distanza una versione commerciale di Canon PowerShot Zoom è ora oggetto di una campagna di crowdfunding in Giappone. Un possibile primo passaggio per poi diventare un prodotto disponibile in altri mercati.

Canon PowerShot Zoom: compatta ma con zoom fino a 800 mm

La fotocamera Canon PowerShot Zoom è un concept particolare che punta su compattezza, leggerezza (144 grammi), facilità d’uso e grande capacità d’ingrandimento. Il suo design somiglia a quello di un cannocchiale nascondendo al suo interno un sensore CMOS da 1/3″ con risoluzione di 12,1 MPixel.

Canon PowerShot Zoom

Per l’elaborazione delle immagini c’è un processore DIGIC 8 (lo stesso di Canon EOS 90D, per esempio) permettendo di registrare video in formato FHD a 24p ma anche di scattare fotografie. Ma una delle caratteristiche più interessanti di Canon PowerShot Zoom è la capacità di ingrandimento da 100 mm a 400 mm (equivalenti) con apertura compresa tra f/5.6 e f/6.3 e fino a 800 mm con zoom digitale. Gli ISO variano da 100 a 3200.

Per migliorare l’usabilità e la qualità d’immagine è presente la stabilizzazione ottica ma anche il Face AF sfruttando la conoscenza di Canon sull’argomento. La connettività invece prevede una porta USB Type-C per la ricarica e una scheda microSDXC per salvare i file registrati.

Il design è pensato per gli utenti meno smaliziati e sul corpo sono previsti pochi pulsanti. Troviamo infatti quello on/off, menù e la gestione dell’ingrandimento oltre a quello per scegliere tra foto e video. Tutti i tasti sono raggiungibili semplicemente con l’utilizzo di un dito anche durante l’osservazione permettendo di non perdere neanche un’istante dell’azione (come visibile nella fotografia qui sotto).

canon

Nell’intendo del produttore, Canon PowerShot Zoom potrebbe essere impiegata per esempio durante una gita o allo stadio senza doversi portare ingombranti attrezzature. Il prezzo durante la campagna di crowdfunding è fissato a 300 euro circa, ed è quindi piuttosto allettante. Attualmente mancano una ventina di giorni alla fine ma sono già stati raggiunti 240 mila euro di fondi con quasi 1000 utenti che hanno versato la cifra.

Fonte: fotografidigitali.it

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Olympus e MQT: con JIP sparirà la serie E-PL, rimarrà la fascia alta

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Non si tratta ancora di una notizia ufficiale, anche se presto potrebbe arrivare un comunicato stampa da parte di JIP (Japan Industrial Partners). Nel futuro di Olympus e delle sue fotocamere MQT ci potrebbe essere spazio solo per la fascia alta e non più per la serie E-PL, a prezzi più contenuti.

olympus pen

Le informazioni arrivano da una “soffiata” di un dirigente di JIP che ha parlato con 4/3 Rumors spiegando quali potrebbero essere le mosse per il 2021. Anche se i nomi delle fotocamere di Olympus rimarranno presumibilmente gli stessi, non ci sarà più l’iconico brand.

Inoltre, in un’ottica di guadagno, la serie economica E-PL (PEN) verrà completamente dismessa. Non è una notizia nuova, visto che già in una recente intervista a un dirigente di Olympus era emersa questa possibilità. Le fotocamere con un prezzo massimo di 500 euro sarebbero infatti troppo poco remunerative per continuarne la produzione. E la nuova proprietà ha bisogno di combattere in un mercato decisamente ostico.

Ora non resta che attendere e vedere le mosse ufficiali di JIP nei prossimi mesi. Sicuramente i dirigenti si troveranno di fronte a un compito difficile e a un’ottimizzazione delle risorse necessaria. Sarà premiata dagli utenti la nuova strategia?

Fonte: fotografidigitali.it

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Laowa 50mm f/2.8 2X Ultra Macro APO: un nuovo obiettivo macro per MQT

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Nel mese di Luglio, Venus Optics ha annunciato una serie di obiettivi compreso un ultra-grandangolare rettilineare e sei obiettivi dedicati all’attacco L. Ora arriva anche il nuovo Laowa 50mm f/2.8 2X Ultra Macro APO, pensato per le fotocamere MQT. Secondo il produttore, il primo modello al Mondo con queste caratteristiche per questo genere di sensori.

Gli utenti di fotocamere in formato MQT potranno così un rapporto massimo d’ingrandimento di 2:1 a una distanza minima di 13,5 cm. Come intuibile dal nome, si tratta di un obiettivo apocromatico (eliminazione delle aberrazioni cromatiche).

Non c’è messa a fuoco automatica ma solo manuale, mentre l’apertura può essere regolata dalla fotocamera. Il design ottico di Laowa 50mm f/2.8 2X Ultra Macro APO prevede 14 elementi suddivisi in 10 gruppi con un diaframma a 7 lamelle. Come si può vedere nelle immagini campione qui sotto è possibile realizzare ingrandimenti apprezzabili con un livello di dettaglio molto elevato, per la gioia degli utenti di fotocamere micro quattro terzi (MQT/MFT).

La lunghezza focale è pari a 50 mm mentre l’apertura massima è f/2.8. Sono supportati filtri da 49 mm mentre le dimensioni complessive sono pari a 53,5 x 79 mm con un peso di 240 grammi. Attualmente questo modello è in vendita sul sito ufficiale di Venus Optics per 399 dollari con le spedizioni che inizieranno dalla fine di Agosto 2020.

Fonte: fotografidigitali.it

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Fujifilm: donate fotocamere Instax agli ospedali COVID anche in Italia

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Con la situazione sanitaria che sta pian piano migliorando nel nostro Paese, emergono ulteriori storie interessanti legate alla tecnologia. Per esempio Fujifilm ha donato le sue fotocamere istantanee della serie Instax a diversi ospedali COVID, anche in Italia.

Fotocamere Instax “avvicinano” pazienti e personale ospedaliero

A beneficiare della donazione di Fujifilm sono stati 31 ospedali nel Regno Unito e 19 ospedali in altre 7 nazioni. Lo scopo? Quello di aiutare il personale ospedaliero a “condividere un sorriso” con i pazienti anche quando i primi devono impiegare i dispositivi di sicurezza.

Potendo attaccare una fotografia del proprio volto senza i DPI alla divisa, medici, infermieri e altro personale hanno così potuto essere “più vicini” ai pazienti e meno figure vaghe e sfumate. Un piccolo-grande aiuto anche nei momenti più critici dell’emergenza.

covid fujifilm

Personale del Florence Nightingale Group Hospitals in Turchia e ASST di Vimercate in Italia

Neill Harris (GM Fujifilm UK Photo Imaging) ha dichiarato “la donazione di fotocamere e pellicole Instax è solo un piccolo modo in cui Fujifilm è in grado di aiutare, sia il personale del SSN che i pazienti, ci è stato detto che, essendo in grado di mostrare facilmente il volto amichevole dietro i DPI, questo può aiutare a portare conforto e comprensione nelle situazioni più difficili”.

Secondo Fujifilm, utilizzando le sue fotocamere istantanee Instax il rapporto tra personale ospedaliero e pazienti è un po’ più stretto, migliorando quindi anche l’interazione che son più personali e amichevoli. In particolare sono state inviate 120 fotocamere e 7500 fogli stampabili Instax in Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Turchia, Portogallo, Spagna, Russia, Francia e Danimarca. Ma il numero di nazioni coinvolte in questa sperimentazione potrebbe crescere.

Fonte: fotografidigitali.it

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Sony ZV-1: RX100 si trasforma e diventa una videocamera per Youtuber e Vlog

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[HWUVIDEO=”2940″]Sony ZV-1: una RX100 dedicata a YouTuber e Vlog[/HWUVIDEO]

Dopo l’abbuffata dei primi anni duemila, il mercato delle fotocamere compatte ha subito una crescente pressione da parte degli smartphone, sempre più performanti dal punto di vista delle prestazioni fotografiche, arrivando praticamente al collasso. Poche sono le categorie che si sono salvate, grazie a i loro netti punti di differenziazione, ancora fuori dalla portata degli smartphone: compatte premium con sensore da un pollice, compatte a sensore di grandi dimensioni e ottica fissa, bridge superzoom e fotocamere rugged.

Nel primo segmento Sony la fa da padrone, con la sua fortunata e longeva famiglia Cyber-Shot RX100, arrivata alla sua settima (e ancora convincente) iterazione. La piccolina, per le sue caratteristiche di leggerezza, compattezza e prestazioni è anche molto utilizzata in ambito video, in tutte quelle situazioni in cui una mirrorless è troppo grande, ma serve anche più flessibilità, banalmente lo zoom, rispetto a una action camera. I Vlog e le recensioni on the go sono sicuramente due ambiti di utilizzo in cui una piccola compatta con ottica zoom e sensore da un pollice può giocare un ruolo importante, ma le varie RX100 non riescono a rispondere perfettamente alle esigenze di questo tipo di pubblico.

Sony ha quindi deciso di creare un nuovo prodotto ad hoc, partendo dalla solida base della famiglia RX100. I tecnici giapponesi hanno pescato specifiche tecniche dalle ultime tre generazioni, aggiunto alcune funzioni chiave e tirato fuori dal cilindro un prodotto decisamente riuscito, la nuova Sony ZV-1. Siamo di fronte a una evoluzione in chiave video di Sony RX100 V, con un ritorno quindi all’ottica 24-70mm equivalenti F1.8-2.8, dopo che le ultime due generazioni di RX100 VI e VII avevano invece preferito uno zoom più spinto – 24-200mm – a scapito di un po’ di apertura di diaframma – F2.8-4.5-. La ratio di questa scelta è la minore necessità della lunga escursione focale negli ambiti di utilizzo tipici di una Vlog Camera e, al contrario, la necessità di un obiettivo di elevata apertura di diaframma per poter sfruttare lo sfocato per isolare in modo più efficace il soggetto dallo sfondo.

Il sensore è il collaudato CMOS Exmor RS retroilluminato da 20,1 megapixel in una implementazione con 315 zone a rilevazione di fase sulla superficie, come accade su RX100 V, mentre RX100 XVII ne adotta 357. A livello di autofocus i tecnici giapponesi hanno però lavorato sugli algoritmi e ZV-1 stacca tempi di aggancio di 0,03 s, più veloci degli 0,05 s di RX100 V. Inoltre ZV-1 offre la comodissima funzione di messa a fuoco sull’occhio in modalità continua tracking anche durante la registrazione video, attiva sia per umani sia per animali.

La grande novità è il display orientabile vari-angle, molto più comodo in ambito video rispetto a quello orientabile solo verso l’alto e il basso, soprattutto quando utilizzato in modalità selfie girato in avanti. Piccola sottigliezza, ma molto utile nell’uso quotidiano la possibilità di accedere e spegnere la macchina semplicemente aprendo e chiudendo il display, in modo molto rapido e con la possibilità di ridurre al minimo lo spreco di batteria. L’autonomia è forse la nota più dolente della fotocamera, che se utilizzata per registrare video offre 45 minuti di tempo di durata della batteria. Si tratta comunque di un miglioramento di 5 e 10 minuti rispetto a RX100 VII e V. In ogni caso la fotocamera è utilizzabile anche quando alimentata con caricatore USB o powerbank. Sony offre tra gli accessori opzionali una caricabatterie che mentre ricarica un accumulatore offre anche un’uscita USB per alimentare la fotocamera.

I tecnici nipponici hanno posto grande attenzione anche al comparto audio, integrando un microfono a tripla capsula nella parte superiore, in asse con l’ottica. Il nuovo microfono offre prestazioni di rilievo sia nella separazione audio stereo, sia nella riduzione del rumore di fondo, funzione molto utile per i Vlog girati in contesti come le fiere. L’integrazione del microfono ha richiesto il sacrificio del mirino elettronico a scomparsa che caratterizza le ultime RX100, al suo posto la slitta flash, su cui può essere agganciato una copertura antivento pelosa (Dead Cat) per ridurre i fruscii indesiderati nelle riprese in esterna. L’eliminazione del mirino ha un effetto positivo sul prezzo finale della fotocamera, decisamente più accessibile rispetto alle ultime due RX100. Oltre al mirino è stato sacrificato anche il flash integrato.

La fotocamera offre anche un ingresso jack da 3,5mm per l’utilizzo di microfoni esterni: la ciliegina sulla torta sarebbe stata anche la presenza dell’uscita cuffie, ma purtroppo questa manca. Vicine al jack per le cuffie troviamo la porta multifunzione su MicroUSB e la presa microHDMI. Nel contesto di un pubblico moderno con apparecchiature di ultima generazione, forse una porta USB-C sarebbe stata meglio accolta.

Tutta l’interfaccia è studiata in funzione delle riprese video, con in bella vista nella calotta superiore il tasto di avvio della registrazione video, che impugnando la fotocamera orientata verso di sé con la mano sinistra si trova nella stessa posizione naturale di un pulsante di scatto, è il tasto C1 personalizzabile, di default assegnato alla funzione che massimizza lo sfocato. Sony sottolinea che la funzione non è quella software che troviamo su molti smartphone, ma il bokeh è ottenuto portando l’obiettivo all’apertura massima e sfruttando il sensore da 1 pollice. Si tratta quindi di un vero sfocato ottico. A questo proposito la macchina integra filtri ND per utilizzare la funzione anche in presenza di forte illuminazione ambientale. L’utilizzo è semplice, si preme il tasto e la fotocamera ottimizza tutti i parametri per poter utilizzare il diaframma più aperto possibile.

Anche la messa a fuoco è stata ottimizzata per i video selfie e per le presentazioni di prodotto. Oltre al tracciamento degli occhi, l’autofocus dispone anche della funzione che automaticamente porta il punto di messa a fuoco sull’oggetto più vicino quando esso viene posto davanti al volto, tipica situazione per chi, parlando di un prodotto lo porta vicino all’obiettivo per farne vedere i dettagli. La funzione, utilizzata per alcune videorecensioni editoriali, è davvero utile, funziona bene e offre un passaggio veloce, preciso, ma anche sufficientemente morbido tra il fuoco sul volto, quello sul prodotto e viceversa.

I formati video utilizzabili sono il 4K 30p/24p, Full HD 1080p fino a 120 fps e riprese slowmotion da 240, 480 e 960 fps. In ambito fotografico la raffica si spinge fino a 24 fotogrammi al secondo.

Con questa fotocamera acquista nuovo senso anche uno degli accessori che Sony aveva presentato assieme alle ultime RX100, Sony GP-VPT2BT Shooting Grip Bluetooth. Si tratta di una comoda impugnatura che replica i comandi principali tramite connessione Bluetooth e può essere utilizzata anche come comando remoto. Come potete anche vedere nel video l’impugnatura è ben studiata e tiene la fotocamera dritta sia in posizione treppiede, sia quando richiusa e impugnata in modo naturale con un certo grado di inclinazione. La replica dei comandi rende facile operare lo zoom anche quando la fotocamera è rivolta verso di sé.

Siamo di fronte a una compatta di fascia premium, con caratteristiche molto interessante, che sarà certamente bene accolta da tutti quelli che puntavano a una RX100 per girare video. Non solo infatti ha delle caratteristiche ottimizzate per videomaker, youtuber e vlogger, ma è in vendita a un prezzo inferiore alle ultime incarnazioni di RX100: Sony ZV-1 ha infatti un prezzo di listino di 800 €.

Fonte: fotografidigitali.it

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Leica D-Lux 7, C-Lux e V-Lux 5: aggiornamento al firmware 2.0

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Leica ha annunciato l’aggiornamento firmware per tre modelli di fotocamere compatte che ora arrivano alla versione 2.0. Stiamo parlando di D-Lux 7, C-Lux e V-Lux 5. La prima è stata lanciata a fine 2018, la seconda a metà del 2018 mentre la terza è arrivata nella seconda metà del 2019.

leica fotocamere

Per tutte e tre le fotocamere digitali non si tratta di aggiornamenti di sostanza. Leica infatti ha voluto dare la possibilità agli utenti di D-Lux 7, C-Lux e V-Lux 5 di utilizzare correttamente la nuova applicazione FOTOS 2.1 disponibile per iOS e Android.

In particolare, con l’aggiornamento al firmware 2.0 su questi tre modelli Leica arrivano il menù Easy connect e il supporto per il geotagging. Entrambe le caratteristiche riguardano, come scritto sopra, l’applicazione associabile alle fotocamere del produttore tedesco.

Il download del firmware può essere fatto sulla pagina ufficiale di Leica dedicata agli aggiornamenti scegliendo il modello corretto. Sarà poi necessario seguire le (facili) istruzioni per l’aggiornamento che riportiamo per comodità qui sotto:

  • copiare il file del firmware su una scheda di memoria SD (in una cartella principale)
  • assicurarsi di aver spento la fotocamera
  • inserire la batteria completamente carica nel corpo macchina. Se la batteria non dovesse essere carica, l’aggiornamento non sarà eseguito
  • inserire la scheda di memoria SD nella fotocamera
  • accendere la fotocamera e premere il tasto play
  • inizia l’aggiornamento del firmware
  • la fotocamera aiuterà l’utente nei passaggi successivi
  • attendere il completamento dell’aggiornamento
  • riavviare la fotocamera senza rimuovere la scheda SD

Fonte: fotografidigitali.it

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Nuovi firmware per Fujifilm X100V e Fujifilm X-A7: una novità è importante

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Tempo, ancora, di aggiornamenti firmware in casa Fujifilm. A differenza degli ultimi firmare per sei obiettivi della linea XF dove veniva riportata l’unica voce “fix of minor bugs” in questo caso ci sono novità importanti soprattutto per la nuova Fujifilm X100V.

La nuova fotocamera compatta APS-C con ottica fissa 35mm è molto interessante ma anche afflitta da un problema. Infatti Fujifilm X100V dopo un utilizzo prolungato (in particolare con video 4K) potrebbe presentare un messaggio legato al suo “surriscaldamento”. Chi la utilizza invece come fotocamera per scattare qualche foto a distanza di qualche minuto non ci sono problemi.

fujifilm x100v

Con il nuovo firmware versione 1.10 (dalla precedente versione 1.00) viene aggiunta la voce di spegnimento automatico quando la temperatura raggiunge valori elevati. La voce si chiama “AUTO POWER OFF TEMP.” e si trova nella sezione di gestione energetica della fotocamera. Sono due le voci disponibili: quella “standard” che “protegge” la fotocamera dai surriscaldamenti spegnendola. Invece la voce “high” che fa in modo che la fotocamera funzioni anche quando si sta scaldando nel caso l’utente volesse riprendere per più tempo un video. Fujifilm consiglia di mantenere la voce su standard. Sono stati anche corretti bug minori.

La comunicazione ufficiale di Fujifilm

La società ha risposto con un comunicato ufficiale che recita “quando la Fujifilm X100V viene utilizzato in modo continuo (ad esempio con riprese video continue) o quando viene utilizzato in un ambiente ad alta temperatura o luce solare diretta, l’utente può avvertire che l’impugnatura diventa notevolmente calda, a causa della generazione di calore all’interno del circuito elettrico della fotocamera e dalla batteria. È importante notare che questo calore generalmente non influirà sulle prestazioni della fotocamera fino a quando la fotocamera non si spegne come descritto di seguito. Tuttavia, il calore può causare irritazione alla pelle e alla fine può essere scomodo per l’utente. Quando la temperatura della fotocamera aumenta in questo modo, sullo schermo LCD viene prima visualizzata un’icona di avviso gialla. Se la temperatura aumenta ulteriormente, viene visualizzata l’icona di avviso rossa e poco dopo, la fotocamera si spegne automaticamente”.

Due sono le soluzioni proposte dal produttore nipponico riportate qui di seguito. “Nei casi in cui Fujifilm X100V si spegne automaticamente, si consiglia di lasciare raffreddare la fotocamera prima di utilizzarla nuovamente. In situazioni in cui l’ambiente è particolarmente caldo o in cui l’utente ha problemi di circolazione sanguigna o pelle sensibile, consigliamo di utilizzare un treppiede o un gimbal quando si utilizza lo scatto continuo. Come notato sopra, la fotocamera si spegnerà in caso di un significativo aumento della temperatura”.

Aggiornamento anche per Fujifilm X-A7

Anche Fujifilm X-A7 (lanciata nella seconda metà dello scorso anno) si aggiorna passando dalla versione 1.10 alla versione 1.20 che si può trovare sul sito del produttore. Questo consente di impiegare stampante portatile Instax mini Link tramite la connettività Bluetooth permettendo così di stampare le fotografie “al volo”. Sono stati anche corretti bug minori.

Fonte: fotografidigitali.it

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Kodak Mini Shot Combo: una nuova fotocamera con stampa istantanea

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Arriva in Italia, grazie al distributore Fowa, Kodak Mini Shot Combo la fotocamera a stampa istantanea che porta il noto marchio di fotografia sullo chassis. Si tratta di un prodotto semplice nell’utilizzo e dallo spirito “giocoso” che cerca di fare concorrenza a soluzioni come Instax di Fujifilm che sono diventate particolarmente popolari in tutto il Mondo.

Kodak Mini Shot Combo

Di Kodak Mini Shot Combo ne esistono due versioni che consentono di stampare in un caso nel formato panoramico da 5.4×8.6cm (Combo 2) o nel formato quadrato da 7x7cm (Combo 3) che ricorda le fotografie utilizzate su Instagram. Di entrambe le serie è poi disponibile una variante chiamata “retrò” che ha un look diverso e ispirato alle fotocamera di qualche decennio fa. Sono disponibili due colorazioni, gialla/nera e bianca/nera, per entrambe le serie.

kodak

Le fotocamere Kodak Mini Shot Combo hanno, nella zona posteriore, un display LCD con diagonale di 1,77″ mentre il sensore impiegato ha una risoluzione di 10 MPixel. Tra le funzioni avanzate troviamo l’autofocus, il bilanciamento del bianco, la modifica dell’esposizione. Gli utenti possono personalizzare le immagini applicando filtri un po’ come avviene su Instagram senza bisogno di software aggiuntivi (attraverso l’app di Kodak).

kodak fotocamera

C210 e C210 Retrò nelle colorazioni bianca e gialla

Per quanto riguarda la stampa invece, troviamo una stampante incorporata che sfrutta la 4 Pass Technology a sublimazione termica con 256 livelli per ogni colore. Alla stampa è anche applicato uno strato protettivo trasparente che permette di far durare di più le proprie fotografie. Secondo quanto riportato, il costo per copia dovrebbe essere abbastanza contenuto (pari a 0,35 euro per copia).

C310 e C310 Retrò nelle colorazioni bianca e gialla

Si può anche scegliere se stampare con o senza bordi in base alle preferenze dell’utente. La fotocamera ha un connettore microUSB mentre la batteria è integrata (agli ioni di Litio) con un’autonomia di 1,5 ore. Le fotocamere sono dotate di connettività Bluetooth e possono comunicare con dispositivi dotati di sistema operativo iOS e Android potendo sfruttare l’applicazione Kodak Instant Printer.

Fonte: fotografidigitali.it

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