Sanificazione degli ambienti, l’ozono funziona davvero contro il coronavirus?

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Sanificare con l’ozono funziona contro il coronavirus? Le direttive governative sono chiare: uffici, bar, ristoranti e palestre possono riaprire, ma gli ambienti vanno sanificati non soltanto prima che i collaboratori tornino a lavorare in sede, ma anche regolarmente nelle settimane successive. Cerchiamo di capirlo insieme in questa guida.

L’ozono è già ampiamente utilizzato contro batteri e odori

L’ozono è una molecola composta da tre atomi di ossigeno legati tra loro. Si tratta di un composto decisamente reattivo e quindi anche abbastanza instabile: tende naturalmente a interagire con altre sostanze e ritrasformarsi in molecole di O2, cioè l’ossigeno normalmente disponibile con concentrazioni del 21% nell’aria che respiriamo.

L’ozono è spesso (ed erroneamente) legato a problemi di ordine ambientale, perché il suo nome richiama il “buco nell’ozono”. Ma in quel caso, il problema è il buco, non l’ozono; quindi ozono che si riduce in uno strato superficiale dell’atmosfera terrestre (la stratosfera), facendo venire meno una sorta di protezione naturale di cui gode il nostro pianeta nei confronti di alcune radiazioni cosmiche particolarmente dannose. 

Va detto, a scanso di equivoci, che inalare ed esporsi direttamente a concentrazioni più che trascurabili di ozono non è una buona idea. Infatti, proprio per la sua reattività, può causare piccoli disturbi o anche danni più seri. Va detto che comunque l’ozono è instabile e si ritrasforma facilmente in O2; quindi si dissolve abbastanza rapidamente in ambiente. 

L’ozono, chiamato anche da alcuni “ossigeno attivo”, è utilizzato in diversi ambiti della sanificazione, soprattutto per abbattere la presenza di batteri, muffe, funghi e cattivi odori. Per esempio, sono molte le carrozzerie e gli autolavaggi che offrono un trattamento con l’ozono per trattare l’interno dell’abitacolo delle auto, così da eliminare odori, anche quelli di fumo, e restituire una sensazione di “nuovo” a sedili e imbottiture.

Come è molto utile da usare, per esempio, per sanificare oggetti non lavabili, come un casco da moto o le scarpe in pelle e cuoio.

Allo stesso modo, l’ozono viene impiegato in alcune lavatrici, per una sorta di trattamento a secco, non in grado di eliminare le macchie ma di cancellare gli odori e di fatto sanificare il bucato, perfetto per quei vestiti che mal tollerano il lavaggio ad acqua o semplicemente per dare una “rinfrescata”  ai capi che non necessitano di un trattamento di lavaggio vero e proprio. 

Con il boom delle sanificazioni ambientali per il Covid-19, ecco spuntare l’ozono

Le imprese di pulizia e disinfezione propongono da tempo trattamenti con l’ozono proprio per le caratteristiche sopra esposte. Gli ambienti, dopo il trattamento (e poco che l’ozono si è dissolto naturalmente o è stato degradato dalla macchina stessa in funzionamento inverso), risultano certamente più sani e privi di odori.

L’immagine proposta da una società che fa trattamento ambientale con ozono, che fa riferimento diretto al COVID-19. Peraltro, l’immagine proposta è fuorviante e non fa ben sperare: le persone ritratte nell’immagine stanno facendo un trattamento con un comune disinfettante chimico e non a ozono.

Il trattamento a ozono è particolarmente vantaggioso perché non lascia non lascia residui chimici sulle superfici, contrariamente alla stragrande maggioranza dei composti chimici disinfettanti che possono essere vaporizzati in ambiente. E fin qui tutto chiaro.

Con il boom di richieste di sanificazioni ambientali correlate al COVID-19, molte società di servizi hanno iniziato a proporre disinfezioni contro il virus a base di ozono, con grandi pubblicità. Ma è difficile per le persone capire se si tratta davvero di un trattamento utile per abbattere il rischio di contrarre la malattia.

Ma la domanda chiave è questa: contro il coronavirus, l’ozono ha qualche effetto utile? La risposta, purtroppo, è: non lo sappiamo. Anche se in questo articolo cerchiamo di mettere in fila tutto ciò che di certo si sa.

Le direttive del Governo e le linee guida dell’ANID

Nella circolare del 22 febbraio del ministero della Salute vengono indicate le misure sanitarie preventive da rispettare, fra cui la sanificazione degli ambienti. Nel documento, il trattamento con l’ozono non viene citato, mentre viene citato un suo “parente”: si tratta del perossido di idrogeno (H2O2) noto anche come acqua ossigenata. La vaporizzazione di acqua ossigenata alla giuste concentrazioni è giudicata efficace nei confronti del COVID-19, ma lo stesso non si può dire, secondo il Ministero della Salute, per l’ozono.

Nel capitolo che riguarda la pulizia degli ambienti non sanitari, la circolare specifica che tali luoghi “devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati“. Inoltre, per la decontaminazione vengono suggeriti prodotti a base di ipoclorito di sodio 0,1% dopo la pulizia e, per le superfici più delicate, etanolo al 70%, sempre dopo la pulizia.

L’Associazione Nazionale delle Imprese di Disinfestazione (ANID) sull’ozono specifica, nella recente revisione delle linee guida per il Sars-CoV-2, che “attualmente si può parlare di igienizzazione ma formalmente non di disinfezione“. A oggi, infatti, l’ozono è ancora in fase di valutazione come disinfettante.

Sanificazione con l’ozono: sì per l’ISS. Con riserva

Il recente rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità sul COVID-19 sembra invece dare il via libera all’uso dell’ozono per sanificare gli ambienti. Sulla natura non disinfettate dell’ozono, il rapporto è coerente con le linee guida dell’ANID: “In attesa dell’autorizzazione a livello europeo, la commercializzazione in Italia come PMC (presidio medico-chururgico, ndr) con un claim ‘disinfettante’ non è consentita“. Proseguendo, però, il rapporto sottolinea che “in questa fase, l’ozono può essere considerato un ‘sanitizzante'”.

Allo stesso modo, però, il rapporto dell’ISS indica che “come per molti altri prodotti usati nella disinfezione, non esistono informazioni specifiche sull’efficacia contro il Sars-CoV-2“. Ciò che significa che, di fatto, nessun disinfettante è sicuramente efficace contro il Sars-CoV-2: prove specifiche non sono state fatte. Nel caso dell’ozono, l’ISS specifica, inoltre, che di contro esistono molti studi “che ne supportano l’efficacia virucida“.

L’International Ozone Association (IOA) ha pubblicato una nota ufficiale nel quale chiarisce che, sebbene l’ozono sia ritenuto molto efficace contro molti virus, l’associazione “non è a conoscenza di alcuna ricerca o test che sia stato condotto specificamente sul coronavirus Sars-CoV-2“.

Resta in vigore il protocollo n° 24482 del 31/07/1996 del ministero della Salute, secondo cui l’ozono è “presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, ecc” nel trattamento dell’aria e dell’acqua. Infine, l’ozono viene comunemente usato per la sterilizzazione degli strumenti medici secondo le indicazioni del Center for Disease Control and Prevention.

In conclusione, ha senso fare un trattamento a ozono degli ambienti?

Quello che si può dire con certezza è che male non fa. Il noto potere di inattivare batteri e muffe, come anche alcune specie di virus, è un alleato potente nella sanificazione degli ambienti. A partire dal fatto che abbatte gli odori, rendendo sicuramente gli uffici meglio vivibili. Ma non ci sono certezze che eventuali cariche virali di SARS-CoV2 depositate su oggetti, maniglie, scrivanie e altre superfici vengano abbattute adeguatamente.

Quindi, il nostro personale consiglio è di valutare un trattamento ad ozono per quello che è: può essere utile, per esempio per le camere d’hotel e tutti gli ambienti con circolazione di molte persone; ma non basta per farci abbassare la guardia nei confronti delle precauzioni che abbiamo imparato in queste settimane per difenderci dal COVID-19.

Fonte: dday.it

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