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Fujifilm conferma alcuni problemi tra i suoi software e macOS Big Sur

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Abbiamo scritto recentemente di alcuni problemi di compatibilità tra i software di Sigma e macOS Big Sur. Ora anche Fujifilm ha annunciato in una nota ufficiale che anche alcune sue applicazioni presentano alcune problematiche con la nuova versione del sistema operativo di Apple, rilasciato poco tempo fa.

fujifilm

Fujifilm e macOS Big Sur: la lista delle problematiche e dei software

Come si può leggere nella nota linkata poco sopra, la società nipponica ha dichiarato che sono diversi le problematiche nelle quali potrebbero incorrere gli utenti. Per esempio, quando si avvia una delle applicazioni coinvolte, il computer potrebbe non riconoscere correttamente la fotocamere. In secondo luogo, anche nel caso il computer riconoscesse la fotocamera, quando la funzione di spegnimento automatico entra in funzione sulla fotocamera e l’utente dovesse riaccenderla, questa potrebbe non essere riconosciuta.

Le applicazioni coinvolte, stando alla nota di Fujifilm sono quelle elencate qui di seguito:

  • Pixel Shift Combiner Installer per Mac (Versione 1.0.0)
  • X RAW STUDIO Installer per Mac (Versione 1.11.0 o precedenti)
  • X Acquire Installer per Mac (Versione 1.16.0 o precedenti)
  • X Webcam Installer per Mac (Versione 2.0 o precedenti)
  • Tether Plugin PRO per GFX per Adobe Photoshop, Lightroom Classic, Creative Cloud 6 per Mac (Versione 1.17.0.4 o precedenti)
  • Tether Shooting Plug-in PRO per Adobe Photoshop, Lightroom (Versione 1.16.0.9 o precedenti)
  • Tether Shooting Plug-in per Adobe Photoshop, Lightroom (Versione 1.16.0.9 o precedenti)
  • Tether Shooting Plug-in PRO per GFX (Versione 1.16.0.9 o precedenti)

Fujifilm ha anche descritto due possibili soluzioni (prima dell’aggiornamento delle applicazioni, già avvenuto in alcuni casi) che potrebbero mitigare i problemi. Per Pixel Shift Combiner bisognerà cliccare su OFF in “Tethered shooting extension” e poi su ON. A questo punto il sistema dovrebbe riconoscere la fotocamera.

Per gli altri software invece bisognerà aprire le applicazioni dopo aver connesso la fotocamera al computer, se lo spegnimento automatico entra in funzione spegnere e riaccendere la fotocamera e riaprire ancora l’applicazione. Se lo spegnimento automatico dovesse entrare in funzione troppo spesso, disattivarlo nel menù della fotocamera.

Fonte: fotografidigitali.it

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Adobe Photoshop con supporto ad Apple Silicon è disponibile in beta

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Apple Silicon è la base della nuova rivoluzione di Cupertino: addio a Intel e benvenuto il SoC M1 che punta a ridotti consumi ed alte prestazioni. Gli utenti potranno avere accesso a nuove potenzialità anche nel campo della creazione dei contenuti come per esempio con software come Adobe Photoshop.

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Adobe Photoshop beta con supporto a Apple Silicon

La società ha annunciato il rilascio proprio della versione beta di Adobe Photoshop per iniziare a testare le potenzialità delle nuove soluzioni di Apple. Attualmente non si tratta ancora di software completi nelle funzionalità e non sono esenti da alcune problematiche, ma si tratta di un segnale forte per mostrare il proprio interesse nel mantenere la quota di utenti che utilizzano macOS.

Secondo quanto riportato, grazie al feedback degli utenti che utilizzeranno questa versione beta si potranno andare a migliorare le prestazioni e correggere i problemi prima del rilascio ufficiale. Ovviamente questa versione in particolare è destinata a soluzioni con Apple Silicon e SoC Apple M1 e quindi non funzionerà sulle versioni Intel.

Si legge inoltre che “questa non è una versione completamente funzionante di Photoshop; contiene diverse limitazioni rispetto alla versione più disponibile di Photoshop per Macintosh. Nel tempo, saranno disponibili più funzionalità”.

Tra le funzionalità mancanti in Adobe Photoshop beta per Apple Silicon si possono notare: Camera RAW, Select Sky/Sky Replacement, Refine Hair, Adaptive Wide Angle, Shake Reduction, Face Detection e molte altre. L’elenco completo è presente nel link poco sopra. Insomma, siamo di fronte a una versione beta ancora molto acerba ma per chi non ha voluto aspettare e ha già pensato ad acquistare i nuovi sistemi Mac lanciati da Apple recentemente (Mac mini, MacBook Air, MacBook Pro) potrà iniziare a testare la nuova esperienza con le soluzioni di Adobe.

Fonte: fotografidigitali.it

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Adobe porterà le sue applicazioni sui nuovi Mac con Apple M1

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Durante l’evento di presentazione di Apple tenutosi il 10 Novembre sono stati presentati i nuovi Mac mini, MacBook Air e MacBook Pro 13 basati sul chip M1. Ma quando arriveranno i programmi di terze parti dedicati alla grafica ottimizzati per le nuove soluzioni? Adobe ha comunicato le prime tempistiche.

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I programmi di Adobe sui nuovi Mac

Come sappiamo, Adobe è molto apprezzata nel campo della grafica anche su computer (e dispositivi) realizzati da Apple. E anche la società non vuole perdere clienti e l’occasione di mettersi alla prova con le nuove soluzioni basate su M1, ma per farlo bisognerà aspettare un po’!

Sempre durante l’evento tenutosi a Cupertino sono state date le tempistiche di quando vedremo le nuove versioni dei software pensati per Apple M1. Il primo prodotto ad essere compatibile nativamente con Silicon sarà Lightroom che debutterà a Dicembre 2021.

Invece per quanto riguarda Photoshop bisognerà aspettare l’inizio del 2021, senza però tempistiche precise. Ancora più avanti, nel corso del prossimo anno, arriverà una versione ad hoc di Lightroom Classic. La buona notizia è che Adobe continuerà a supportare anche le versioni pensate per Mac con processori Intel. Questo significherà che gli utenti che non vorranno aggiornare subito il proprio sistema, potranno comunque godere delle ultime novità.

Considerando le prestazioni delle quali sembra capace il nuovo processore M1 di Apple, gli utenti potrebbero godere (grazie all’ottimizzazione del codice dell’applicazione) di nuove capacità di calcolo e riduzione del tempo necessario per svolgere le operazioni. Bisognerà però attendere quando i programmi saranno disponibili per valutarne l’effettivo impatto.

Fonte: fotografidigitali.it

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NVIDIA e Adobe continuano la partnership per l’Intelligenza Artificiale

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In questi giorni abbiamo scritto delle diverse novità presentate durante la conferenza (quest’anno in versione solo on-line) Adobe MAX 2020. Da Lightroom, a Photoshop passando per Fresco e altri software hanno visto l’arrivo di nuove funzionalità. In parte però il merito va dato anche a NVIDIA.

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NVIDIA e Adobe insieme per l’AI

Adobe e NVIDIA sono partner da tempo e collaborano per riuscire a migliorare la gestione hardware/software dei rispettivi prodotti. Le due società hanno annunciato di essere impegnate nel miglioramento delle capacità dell’Intelligenza Artificiale (già implementata in alcuni prodotti di Adobe).

Per esempio il filtro neurale Smart Portrait che sfrutta la tecnologia StyleGAN2 che supporta pienamente le GPU di penultima e ultima generazione della serie RTX.

Grazie alla funzione Smart Portrait integrata per esempio in Adobe Photoshop potranno essere apportate modifiche alle caratteristiche dei volti del soggetto: dalla direzione dello sguardo, l’illuminazione o altre caratteristiche del viso. Per riuscire a eseguire tutti i passaggi in breve tempo e con pochi passaggi è stato necessario ricorrere al deep learning proveniente dai laboratori NVIDIA Research.

nvidia adobe

Con il rilascio della nuova versione di NVIDIA Studio Driver arriva così il supporto a Smart Portrait ma anche alla decodifica hardware per GPU integrata o a plugin come Broadcast Noise Removal per rimuovere il rumore di sottofondo in Premiere Pro mentre Premiere Elements supporta l’accelerazione da parte della GPU con editing facilitato e guide e tutorial gestiti dall’AI.

In futuro poi ci saranno aggiornamenti per altri software come After Effects, Premiere Elements, Substance, Notch e Daz 3D. La versione che supporta gli aggiornamenti è la 456.71 che è disponibile per il download sul sito del produttore.

Fonte: fotografidigitali.it

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Adobe Fresco sbarca su Apple iPhone dopo il lancio su iPad

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Adobe Fresco, dopo il lancio su Apple iPad arriva anche su Apple iPhone! la società lo ha annunciato in queste ore mostrando le potenzialità dell’applicazione per disegnare anche su schermi di dimensioni ridotte rispetto a quelle di un tablet (che sia Windows o iPadOS).

L’interfaccia utente è simile a quella di iPad, considerando che si tratta sempre di creare via interfaccia touch e sempre su dispositivi Apple. Ci sono poi gli stessi strumenti e pennelli oltre ovviamente alla possibilità di sincronizzarsi via cloud per avere con sé tutti i propri lavori ovunque ci si trovi.

Adobe Fresco anche su schermi di dimensioni ridotte

La società ha chiarito che, nonostante il supporto a schermi più piccoli come quelli di Apple iPhone, gli utenti si troveranno di fronte a qualcosa di già simile a ciò che già conoscono.

In Adobe Fresco arriva il supporto al testo che permetterà di inserire nuovi elementi all’interno delle proprie creazioni. Ci sono poi i cursori per ridimensionare, gestire l’interlinea avendo anche a disposizione migliaia di caratteri diversi in Adobe Fonts. Secondo la società, quando non basteranno i disegni, potranno venire in aiuto anche la parole.

Gli utenti potranno utilizzare il pennelli sfumati per ammorbidire tratti, sfumare i bordi e sfocare il disegno. Arrivano i pennelli a nastro sfruttando le conoscenze del team di Adobe Capture così da poter avere ulteriori strumenti creativi.

Si può regolare e controllare la sensibilità alla pressione regolando la curva così da avere la pressione desiderata durante il disegno. Ovviamente poi non manca la possibilità di inviare le proprie creazione in Adobe Illustrator che è pienamente supportato.

Si possono registrare i propri lavori in Adobe Fresco con video in timelapse fino a risoluzione 4K con compressione migliorata per avere maggiore qualità e minor dispendio di risorse. C’è poi lo streaming in tempo reale mentre si disegna, così da condividere la propria esperienza con chi si vuole. Si può scaricare la versione per iPad, iPhone e tablet Windows direttamente dal sito della società.

Fonte: fotografidigitali.it

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Adobe lancia Photoshop Elements 2021 e Premiere Elements 2021

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Adobe ha annunciato i nuovi Photoshop Elements 2021 e Premiere Elements 2021 che portano con sé tutta l’esperienza della società unita alle potenzialità fornite dall’intelligenza artificiale di Adobe Sensei. Grazie all’AI infatti si potranno ottimizzare l’organizzazione e la modifica delle immagini per tutte le tipologie di utenti.

I prezzi ufficiali presenti sul sito parlano di 101 euro per Photoshop Elements 2021, 101 euro per Premiere Elements 2021 oppure 152 euro per entrambi i software (la versione insegnanti e studenti è disponibile a 111 euro). Inoltre è possibile fare l’upgrade a 82 euro (per le singole versioni) o 125 euro per entrambi i software.

Adobe Photoshop Elements 2021

Con Adobe Photoshop Elements 2021 si potrà utilizzare la funzionalità Moving Photos che farà “prendere vita” alle immagini statiche. Si tratta di una nuova possibilità, utilizzabile semplicemente attraverso pochi passaggi, che permetterà di creare GIF. Non si tratta di una novità in senso assoluto nel panorama dell’editing, ma averlo integrato all’interno di un software di ampia diffusione permetterà di averlo subito “a portata di click”.

Sempre in tema di nuove funzionalità è stata introdotta Adjust Face Tilt. Questo strumento consente di modificare l’inclinazione del viso così che tutti i soggetti presenti in una fotografia guardino nella giusta direzione (regolando automaticamente la posizione di un volto). Questa funzionalità si inserisce tra quella dedicata alla correzione degli occhi chiusi oppure all’aggiunto del sorriso.

Altra novità di Photoshop Elements 2021 è la possibilità di aggiungere semplicemente testi scritti con citazioni all’interno delle immagini. Il programma integra già alcuni modelli preimpostati che possono poi essere personalizzati dall’utente sia in termini di visualizzazione che con la presenza di animazioni.

Adobe Premiere Elements 2021

Insieme a Photoshop Elements si aggiorna anche Adobe Premiere Elements 2021. Una delle nuove funzionalità introdotte riguarda la selezione di un oggetto al quale applicare un effetto. Dopo aver scelto l’oggetto o la zona è possibile applicare la modifica durante tutto il video senza dover ripetere la selezione di volta in volta.

Con la nuova versione ci sarà un miglioramento delle prestazioni di elaborazione grazie all’elaborazione tramite GPU. Si potranno applicare così effetti sempre più complessi senza dover eseguire il rendering ma solamente come anteprime. Inoltre si potranno tagliare i video più velocemente.

Altra novità riguarda poi la parte delle tracce musicali. Nella nuova versione ci saranno 21 nuovi brani per personalizzare la colonna sonora all’interno dei video.

In entrambi i software sono presenti nuovi editing guidati così da aiutare gli utenti meno esperti ad avere risultati sempre migliori, riducendo i passaggi necessari e velocizzando quindi le operazioni. Con le ultime aggiunte (5) si arriva così a un totale di 83 possibilità di editing guidati complessivamente.

Per esempio in Adobe Photoshop Elements 2021 troviamo:

  • Duotone – applica un filtro con due tonalità permettendo il salvataggio in formato compatibile con i social
  • Paesaggi perfetti – permette di modificare il cielo, rimuovere la foschia o cancellare oggetti indesiderati in una scena
  • Spostare, ridimensionare, duplicare – le modifiche sono state rese più semplici grazie alla nuova procedura guidata

In Adobe Premiere Elements 2021 troviamo:

  • Doppia esposizione – permette di applicare una doppia esposizione in maniera semplice attraverso una procedura guidata
  • Maschere animate – una procedura guidata applicabile a tutto il video, oppure solamente ad alcune scene, con diverse forme e stili
  • Backup della struttura catalogo – le informazioni della struttura del catalogo vengono ora salvate automaticamente

Fonte: fotografidigitali.it

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Adobe Photoshop: in arrivo lo strumento di Sky Replacement

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Adobe ha annunciato recentemente alcune novità per la suite Creative Cloud. Sempre in questi giorni è però stato anche annunciato l’arrivo nel prossimo futuro di uno strumento di Sky Replacement per Adobe Photoshop!

adobe sky replacement

Non ci sono ancora molte informazioni su come funzionerà e ovviamente bisognerà testare la sua precisione, sopratutto in caso di immagini complesse. Inoltre non si tratta di una novità assoluta perché altri software concorrenti già adottano strumenti di questo tipo.

Ma ovviamente l’arrivo su Adobe Photoshop, permettendo di sfruttare l’Intelligenza Artificiale di Sensei (l’AI della società), sarà un ulteriore stimolo per chi già utilizza il noto software per l’elaborazione delle immagini.

Quello che si può intuire nel video è la possibilità di selezionare diverse tipologie di cielo tra quelli già presenti oppure importabili dall’utente. All’AI sarà dato poi il compito di capire cos’è in primo piano e cosa è invece “cielo” utilizzando poi Sky Replacement. L’Intelligenza Artificiale dovrà inoltre gestire l’integrazione tra i due elementi armonizzando il primo piano dell’immagine con il cielo aggiunto successivamente. Il tutto con una regolazione non distruttiva.

Per migliorare la fusione tra primo piano e fondale, lo strumento potrà modificare la tonalità del primo per fare in modo che sia più concordante con il secondo. Non c’è ancora una data certa per il rilascio di questo nuovo strumento, ma è molto probabile che Adobe lo annuncerà entro la fine dell’anno, magari alla conferenza MAX 2020 che si terrà dal 20 Ottobre.

Fonte: fotografidigitali.it

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Adobe Creative Cloud si aggiorna con nuove funzionalità per Premiere Pro e After Effects

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Qualche giorno fa Adobe ha annunciato alcune novità per quanto riguarda Adobe Creative Cloud in Premiere Pro e After Effects. L’evoluzione è arrivata anche grazie agli utenti che hanno utilizzato la versione beta aiutando gli sviluppatori a capire in che direzione portare le modifiche.

adobe creative cloud

Partendo dalle prime novità per la suite Adobe Creative Cloud troviamo Premiere Pro che ora ha un processo di editing più veloce e una maggiore semplicità di utilizzo. Il tutto però senza limitare le possibilità offerte all’utente in termini di personalizzazione. Tra le nuove funzioni disponibili troviamo:

  • Riconoscimento automatico delle Scene Modificate. Questo consente di essere più precisi se si deve effettuare un taglio a video già montato. Il tutto grazie ad Adobe Sensei. L’AI analizza il filmato aggiungendo tagli, marcatori per poi applicare effetti alle scene.
  • HDR per Broadcaster. La funzionalità permette di creare file Rec2100 HLKG HDR dedicati alle trasmissioni in HDR. Troviamo la conversione colore automatica, ovviamente il supporto per l’HDR, sovrascritture degli spazi di colore per metadata errati e piena gestione del colore nei formati Apple ProRes e Sony XAVC.
  • Esportazione veloce. Possibilità di modificare le impostazioni di esportazione dalla barra degli strumenti principale di Premiere Pro. L’output di default è H.264 con impostazioni source coordinate ma l’utente ha a disposizione una lista di preset H.264.
  • Multicam ProRes. Ora supporta altri due flussi, migliorando i processi di editing.

Novità anche per After Effects integrato all’interno di Adobe Creative Cloud. Ecco la lista delle novità dell’ultima versione rilasciata:

  • Strumenti di Traslazione e Rotazione 3D. Un nuovo modo per navigare all’interno delle scene tridimensionali. Con gli strumenti è possibile ridimensionare, posizionare e ruotare i livelli. Per semplificare il lavoro degli utenti sono presenti anche indicatori e guide che mostrano le informazioni utili sulle modifiche.
  • Strumenti di navigazione della fotocamera. Si può partire dalla nuova fotocamera predefinita così da rendere più semplice la definizione delle scene per passare poi all’aggiunta di altre fotocamere per i vari punti di vista.
  • Effetti canale. Ora sono accelerati dalla GPU migliorando le prestazioni fino a 1,65 volte.
  • Anteprime OpenEXR. Migliorate le prestazioni fino a 3 volte per i file multiparte e multicanale.

Ci sono poi altre novità per altri strumenti di Adobe Creative Cloud. In Character Animator la Riprese Sequenza è ora simile ai Livelli Sequenza di After Effects rendendo il lavoro più veloce e intuitivo. Le scene possono essere spostate e avviate in sequenza rendendo meno complesso il lavoro nella timeline.

Fonte: fotografidigitali.it

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Togliere le ombre dalle foto di volti: ecco l’ultima ricerca di Google

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Non sempre ci sono le condizioni di luce per un buon ritratto. Quando si è fuori dallo studio e non si hanno sistemi di illuminazione ausiliaria o almeno pannelli riflettenti la luce spesso crea profonde ombre sui volti.

Una ricerca portata avanti dalla University of California Berkeley e Google Research si è focalizzata sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per rimuovere le ombre dai volti e i risultati sembrano decisamente incoraggianti. L’algoritmo opera in modo completo e prende in esame non solo le ombre lasciate da oggetti esterni, ma anche quelle dovute agli elementi del viso, come naso, zigomi e orbite, oltre alle variazioni di intensità luminosa sul volto, attraverso due differenti modelli di machine learning.

I risultati variano dall’ammorbidire le ombre al riuscire a eliminarle del tutto. I ricercatori hanno messo alla prova i loro modelli di machine learning sia su set di immagini riprese nella realtà sia generate al computer, confrontando i risultati con lo stato dell’arte di tecniche simili. Secondo quanto dichiarato le nuove tecniche superano di molto quelle attuali.

I modelli possone essere utilizzati non solo per eliminare le ombre, ma anche per processi di post produzione per modificare gli effetti di luce sul volto, tanto in voga oggi sui cellulari.

La tecnica al momento è ancora perfettibile e può incontrare delle difficoltà nell’eliminare ombre che cadano in modo simmetrico e bilaterale sui volti, oltre a quelle con texture molto fini. Inoltre in alcuni casi i sistemi intervengono in modo eccessivo, eliminando del tutto le ombre e appiattendo i volti e le espressioni.

Si tratta però già di risultati molto interessanti che potrebbero semplificare la vita di molto ai fotografi: pensiamo ad esempio alla classica foto di gruppo di un matrimonio, magari con una luce radente del tramonto o con qualche ombra di troppo proiettata dagli alberi sugli invitati. Avere uno strumento che in modo automatico possa sistemare le ombre indesiderate potrebbe rappresentare un bel risparmio di tempo.

I ricercatori hanno messo a disposizione per il download tutto il materiale dello studio, compreso il codice e le suite di valutazione.

Fonte: fotografidigitali.it

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Adobe CAI, il sistema definitivo per metadati nelle foto e video?

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Il problema di base è semplice così come complicate le conseguenze: oggi, una fotografia, quando viene scattata “include” dei metadati (succede da moltissimo tempo, siano essi EXIF o XMP). Quello scatto, però, può subire modifiche ed eliminazione dei metadati stessi con sistemi automatici (vedi pubblicazione sui social), con la conseguenza diretta di non sapere più chi l’ha scattata, se ci sono diritti e se si in che forma, più altre informazioni che nell’ambito professionale ma non solo possono essere veramente importanti.

Facciamo un esempio: con tutte le buone intenzioni del mondo e ben intenzionato a pagare per poter usufruire di una fotografia che ho trovato in rete, nella quasi totalità dei casi non posso risalire a chi l’ha scattata. Quella foto, infatti, è stata sicuramente compressa, modificata per la fruizione sul web e spesso privata, volontariamente o no, di informazioni base per poterla ricondurre al legittimo proprietario. Non solo: gli attuali metadati non sempre includono l’autore, è un dato che deve essere forzato dalle impostazioni della fotocamera.

Da anni Adobe ha in cantiere una soluzione che prevede molti passi avanti per superare queste limitazioni, proponendo di fatto un consorzio, CAI (Content Authenticity Initiative), in collaborazione con New York Times e Twitter, anche in nome della lotta alle fake news oltre che alla maggiore riconducibilità verso i legittimi possessori dei diritti. Il CAI non “impone” una singola piattaforma unificata per l’autenticità e la certificazione dei dati importanti relativi alle foto (inizialmente solo queste), ma suggerisce un insieme di standard che possono essere utilizzati per creare e rivelare attribuzione e cronologia delle immagini, documenti, contenuti multimediali (video, audio) e contenuti in streaming.

Adobe sa che sarà una strada difficile da percorrere: abbiamo letto tutte e 28 le pagine del PDF ed è un florilegio di “potrebbe”, “sarebbe”, dove appunto a farla da padroni sono il condizionale e le buone intenzioni, nella piena consapevolezza che un nuovo sistema davvero efficiente ha di fronte diversi scogli. Partiamo dalle buone intenzioni, alcune poco scontate: non solo un determinato contenuto potrebbe essere meno soggetto alla cancellazione dei dati importanti, ma anche contenere una sorta di storico di quello che ha subito dallo scatto in poi, come ad esempio ridimensionamento, compressione e altre informazioni. Non viene citata mai ma lo facciamo noi per capire meglio: si pensi ad una sorta di blockchain, che permetta inizialmente ai professionisti di settore e magari un giorno a tutti di conoscere esattamente cosa ne è stato del proprio contenuto.

Ovviamente ci sono innumerevoli ma, il primo dei quali sarebbe l’adozione del nuovo standard da parte di tutti i costruttori, chiamati ad implementarlo nativamente nei propri apparecchi. C’è poi la questione del “dove”: tutto nel singolo scatto, in qualche modo? In parte in cloud e se si, dove e chi detiene queste informazioni? Non siamo volutamente scesi nel dettaglio (anche perché non ce ne sono molti), perché gli interrogativi aperti sono ancora molti, ma ci sembrava interessante almeno far capire che c’è un gruppo importante al lavoro sulla questione. Dove porterà e se sarà fattibile, è presto per dirlo.

Fonte: fotografidigitali.it

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